Una tragedia assurda e devastante si è consumata al Nassau County Open MRI di Westbury, nello Stato di New York: un uomo di 61 anni è morto dopo essere stato risucchiato da un macchinario per la risonanza magnetica, a causa della collana metallica che indossava al collo. L’incidente, avvenuto nei giorni scorsi, si è rivelato fatale: l’uomo è deceduto giovedì 17 luglio per le gravissime ferite riportate.

Secondo quanto riferito dal Daily Mail, l’uomo sarebbe entrato nella sala durante l’esame, spinto dall’agitazione nel sentire le urla del paziente – presumibilmente un suo parente – all’interno del macchinario. Un testimone ha raccontato a CBS News che l’uomo avrebbe ignorato le disposizioni di sicurezza, entrando senza autorizzazione e con indosso una grossa collana in metallo.

Il macchinario per la risonanza magnetica, che funziona grazie a potentissimi campi magnetici, ha immediatamente attratto la collana con una forza tale da trascinare violentemente l’uomo verso l’apparecchio. La potenza del magnete, secondo il National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering, è talmente elevata da poter “lanciare una sedia a rotelle dall’altra parte della stanza”.

Nonostante i tentativi di soccorso, il 61enne non si è mai ripreso dalle ferite subite. La vicenda ha sollevato forti interrogativi sulla sicurezza nei centri diagnostici e sul rispetto rigoroso delle procedure di accesso alle aree sensibili durante esami con apparecchiature così pericolose.

Le autorità locali hanno avviato un’indagine per chiarire la dinamica esatta dell’incidente e verificare eventuali responsabilità da parte del personale presente. Nel frattempo, l’accaduto riaccende i riflettori sull’importanza cruciale delle norme di sicurezza in ambienti ad alto rischio magnetico, dove anche un singolo oggetto metallico può trasformarsi in un’arma letale.