Detenuti in rivolta in un carcere della Sicilia, coinvolto anche il killer di Nicotera Ciko Olivieri
Ci sarebbe anche Francesco Olivieri detto Cicko, 33 anni di Nicotera, condannato all'ergastolo dal gup del Tribunale di Vibo per il duplice omicidio commesso a Nicotera, nel maggio 2018, tra i detenuti coinvolti della rivolta scatenatasi nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto dove i detenuti dell’ottavo Reparto detentivo della Casa Circondariale ex OPG di Barcellona in provincia di Messina hanno dato fuoco all’intero reparto creando panico e sprigionando fumi tossici dal materiale bruciato in tutta la sezione. Il giovane è stato trasferito nel penitenziario siciliano dopo la condanna all'ergastolo preceduta dalla requisitoria del pm, al termine della quale, dalla gabbia ha pesantemente inveito contro il pubblico ministero e poi contro il presidente Giovanni Garofalo sfondando a calci la rete di separazione fra le due gabbie nell'aula del palazzo di giustizia.
Due gli agenti rimasti intossicati e trasportati d’urgenza al pronto soccorso nel corso dell’operazione di contenimento e sicurezza. La Federazione Sindacale Cosp da tempo ha richiesto subito dopo urgenti provvedimenti sull’intera struttura e sulla gestione del Carcere da parte del Provveditore Regionale della Sicilia e dell’Amministrazione Penitenziaria Centrale del Dipartimento Romano, il caso “Barcellona" era stato oggetto alcuni giorni fa nell’incontro che la delegazione Cosp aveva ottenuto con il neo insediato direttore generale del personale e delle Risorse Massimo Parisi a cui erano stati sollecitati urgente attenzione sulla sede Siciliana.
Il segretario generale nazionale del sindacato autonomo Domenico Mastrulli ha chiesto da tempo di essere ricevuto dal Ministro della Giustizia, dai dottosegretari di Stato alla Giustizia e dal Capo del Dipartimento che appaiono non recepire le invocazioni di aiuto a loro rivolte dal dindacato.
Pesante la denuncia del Coisp: "In una struttura dove mancano almeno 60 unità di personale di polizia penitenziaria e dove nei reparti affollati un solo agente è preposto alla vigilanza di 70/80 detenuti occupando 1,23,4 posti contemporaneamente con detenuti a grande sorveglianza anche, gli episodi che segnaliamo con costanza e documentale critica sindacale, dovrebbero essere recepiti da chi politicamente quale Ministro e Sottosegretario del Dicastero Giustizia e dipartimentalmente sono responsabili delle prigioni italiane giorno dopo giorno messe a soqquadro da rivoltosi e tentativi di fuga o evasioni consumate come la cronaca di questi giorni ci ha raccontato".
"La casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina - si legge nel comunicato - è un carcere che ospita 200 detenuti e un reparto, il numero 8, sovraffollato e occupato da circa 70 detenuti, molti dei quali dovrebbero essere collocati in strutture sanitarie esterne al fine di poter garantire un maggior sicurezza e soprattutto le cure necessarie. Ciò che il carcere giudiziario di Barcellona oggi allo stato attuale non è nelle condizioni di poter offrire. Sull’episodio si registra il duro commento del delegato nazionale del Co.s.p. Sicilia Italiano Lettiero il quale nel commentare l’accaduto ha chiesto maggiori garanzie per il personale di polizia e una revisione delle regole detentive vigenti nell’istituto penitenziario".
