L’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole di nuovo sul banco degli imputati
La Corte di appello tra venti giorni sarà chiamata a pronunciarsi sul processo “Insula”, che in primo grado si concluse con 5 condanne e sei assoluzioni
di GABRIELLA PASSARIELLO
Ritornano sul banco degli imputati l'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole e il marito Franco Pugliese, assolti in primo grado dalle pesanti accuse di voto di scambio politico-mafioso, turbativa d'asta e abuso d'ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Insula”. La prima sezione penale della Corte di appello di Catanzaro sarà chiamata il 27 febbraio a decidere se confermare il verdetto di non colpevolezza pronunciato dal Tribunale di Crotone il 22 settembre 2015 o ribaltare la sentenza di primo grado, così come richiesto dalla Dda di Catanzaro e dalla stessa Procura generale, che in aula tra venti giorni sarà rappresentata dal magistrato Salvatore Curcio, applicato al processo e attualmente facente funzioni alla Procura di Lamezia Terme. Il 22 settembre di un anno e mezzo fa furono sentenziate cinque condanne, ma non per le tutte le accuse contestate, e sei assoluzioni in un processo nato da un’inchiesta con cui la Guardia di finanza, delegata alle indagini riteneva di aver fatto luce su un accordo collusivo che prevedeva anche la stesura di un bando del Comune perché gli Arena potessero commercializzare i finocchi coltivati sui terreni confiscati agli stessi.

La sentenza di primo grado. Oltre alle assoluzioni pronunciate nei confronti dell’ex primo cittadino Girasole e del marito Pugliese, il Tribunale di Crotone ha assolto l’ex assessore all’agricoltura di Isola Domenico Battigaglia e il funzionario comunale Domenico Calabretta. Scagionati dall'accusa di voto di scambio Massimo e Pasquale Arena, figli del boss Nicola. Da quella di abuso d'ufficio e turbativa Pasquale Arena e Paolo Lentini. Per turbativa d'asta sono stati condannati a 3 anni e sei mesi ciascuno il boss Nicola Arena, il figlio Massimo e i presunti prestanome Antonio De Meco e Antonio Guarino. Dall'accusa di associazione mafiosa sono stati assolti Nicola Arena e i figli Massimo e Pasquale e Francesco Ponissa. Quest'ultimo è stato condannato a quattro anni di reclusione per un episodio di usura. Assoluzioni da un lato e condanne parziali dall’altro, che adesso passeranno al vaglio della Corte di appello. Un incubo iniziato il 3 dicembre 2013 quando i finanzieri bussarono in casa dei coniugi Pugliese per notificare un provvedimento di arresti domiciliari emesso dal gip distrettuale Abigail Mellace. Entrambi furono scarcerati dopo ben 155 giorni di arresti domiciliari nel maggio del 2014, quando la Procura richiese il giudizio immediato.
I motivi dell'Appello. Secondo la distrettuale i giudici di prime cure avrebbero travisato i capi di imputazione, ignorato le prove e letto in maniera arbitraria il contenuto complessivo delle intercettazioni. Il Tribunale di Crotone non avrebbe considerato affatto i rapporti parentali intercorrenti tra gli Arena e il marito della Girasole. La sorella Antonia Pugliese è sposata con Francesco Arena, figlio di Raffaele Arena, fratello del capo cosca Nicola Arena). Massimo Arena , già accusato per fatti di associazione mafiosa nel 1998 – trovandosi in stato di semi-libertà proprio in virtù della condanna per associazione mafiosa - dal 01 maggio al 15 ottobre risulta assunto dalla S.N.C. di Carmela Piscitelli che a sua volta risulta sposata con Rosario Mario Pugliese. Entrambi sono indicati negli atti come i genitori di Francesco Pugliese, coniuge di Carolina Girasole. Dalle carte risulta che in data 06 novembre 1998, allo stesso Massimo Arena è stato revocato lo stato di semi-libertà proprio in virtù della sua assunzione da parte dei genitori di Pugliese. Dati, che a parere del pm della distrettuale seppure strettamente indiziari, pongono però seri limiti invalicabili quanto ai rapporti di reciproca conoscenza fra le parti e quanto alla reale comprensione degli scambi avuti fra gli stessi. Sarebbe del tutto insensato, secondo il castello accusatorio, ritenere che Pugliese o Girasole nel momento in cui si sono rapportati con gli Arena ne disconoscessero la loro capacità criminale o la loro biografia penale.
