Sanità Vibonese nel caos, associazioni attaccano Regione e sindaci
Ali di Vibonesità denuncia l’immobilismo della politica e dei commissari, chiede interventi concreti

“Si continua a scherzare con il fuoco, utilizzando strategie ad effetto che però cozzano contro la evidente realtà di ciò che accade”. È durissimo il comunicato diffuso dall’associazione Ali di Vibonesità, che denuncia l’immobilismo della Regione Calabria, della Conferenza dei Sindaci e dei commissari dell’Asp di Vibo Valentia, “snobbando la pressione popolare” e ignorando le richieste di cittadini e associazioni.
“Appare più che significativo il silenzio calato sui rapporti tra Comitato ristretto della Conferenza dei sindaci e Cittadella, all’indomani dell’incontro del 10 dicembre”, scrivono i rappresentanti dell’associazione. “La situazione peggiora quando si dice che la Regione mette a disposizione i fondi per rinnovare le convenzioni e, per contro, mantiene sempre in secondo piano la dura condizione degli ospedali, dove sale l’allarme rosso per la sospensione dei servizi ambulatoriali e delle unità operative ormai ridotte alla sopravvivenza, che potrebbero anticipare drammatiche chiusure”.
Secondo Ali di Vibonesità, il “teatrino della politica sanitaria calabrese” continua a generare “attori imparagonabili”, ma i cittadini non restano a guardare: “È ormai guerra tra le popolazioni vibonesi da una parte e la Regione, il Commissario ad acta per la spesa sanitaria, la Conferenza dei Sindaci e la terna commissariale del Ministero dell’Interno all’Asp, dall’altra”.
La denuncia si concentra sui singoli reparti: “Al presidio ospedaliero ‘G. Jazzolino’ la Neurologia sta per gettare la spugna. L’ambulatorio per le prestazioni esterne è KO e il reparto resiste grazie alla passione e capacità di Franco Galati, direttore dell’Unità Operativa, e dei suoi collaboratori, fortemente impegnati a mantenere alte e funzionali le prestazioni. Ma la spinta e l’abnegazione quotidiana non bastano più”.
Anche altri reparti soffrono: “Ortopedia è in panne, Psichiatria mantiene chiusi i battenti. Il Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza sono in affanno continuo, e Enzo Natale, Presidente dell’Ordine dei Medici, non sa a quale santo votarsi per mantenere ‘in forma’ l’unità operativa”.
Per Ali di Vibonesità, la politica e i sindaci “fanno finta di non capire”, mentre Palazzo ex Inam è percepito come distante dai problemi reali: “C’è chi sostiene che la terna conta i giorni che vanno via per tornare a casa e dormire sonni tranquilli. Dare risposte concrete ai reparti ospedalieri è più che una notevole impresa. Tropea e Serra San Bruno hanno ormai perso il controllo della situazione”.
L’associazione sottolinea la resilienza delle organizzazioni sul territorio, che “resistono e non rinunciano ad intensificare la lotta contro il silenzio della Cittadella e di quanti si sono assuefatti alla strategia volta a mantenere inascoltati gli appelli dei cittadini, penalizzati dall’atteggiamento discutibile di una classe politica che stenta a trovare una unità d’intenti”.
Ali di Vibonesità ricorda come il Forum delle Associazioni del Csv, insieme a Pino Conocchiella e altre realtà associative, abbia “presentato domande e quesiti da anni, tempestivamente aggiornati, per segnalare disservizi, carenze organiche e mancati investimenti sul piano del potenziamento strutturale, scientifico e ambientale”.
Il comunicato si conclude con un appello forte: “Alla Conferenza dei Sindaci, organo programmatorio della sanità sul territorio, non resta che prendere atto del fallimento della ricerca d’intesa con la Regione Calabria e, per rispetto dei cittadini, consegnare le fasce tricolori al Prefetto Anna Aurora Colosimo, cui va il pieno rispetto e ringraziamento. E la politica deve finalmente riappropriarsi concretamente del compito di difendere il diritto alla salute dei cittadini”.
