Imprenditore ucciso è bruciato in auto, il pm chiede l'ergastolo
Il pubblico ministero ha chiesto l’ergastolo per Marco Gallo, il 36enne ritenuto responsabile dell’omicidio e della distruzione del cadavere di Domenico Maria Gigliotti, avvenuto a Lamezia Terme nel gennaio del 2015. Proprio presso il tribunale della città si sta tenendo il processo con rito abbreviato.
Alle conclusioni rassegnate nella requisitoria del sostituto procuratore Santo Melidona, si sono associate le costituite parti civili nel processo, il padre e la sorella della vittima, difesi, rispettivamente, dagli avvocati Salvatore Cerra e Lucio Canzoniere.
L’udienza è stata rinviata al 15 settembre per la discussione dei difensori di Gallo (avvocati Antonio Mancuso e Francesco Siclari), cui seguirà la sentenza.
Gallo è accusato di aver ucciso e dato alle fiamme l’imprenditore edile Gigliotti poiché, secondo le accuse, il 36enne avrebbe versato 1100 euro per una crociera mai fatta all’agenzia di viaggi gestita dalla moglie della vittima. Sarebbe stato proprio l’incasso fraudolento dell’anticipo versato, nonché la mancata restituzione dello stesso a scatenare la violenta reazione dell’imputato che, già nel mese di ottobre 2014, avrebbe esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della famiglia Gigliotti.
Ma il movente dell’efferato delitto sarebbe riconducibile anche a presunte avances di Gigliotti nei confronti della moglie di Gallo, da cui sarebbe nata una discussione con il presunto killer al culmine della quale Gigliotti avrebbe malmenato Gallo, circostanza poi smentita da quest’ultimo nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Quello di Gigliotti è il quarto omicidio di cui è accusato il giovane lametino.
