Vibo Valentia e il centinaio di vibonesi presenti hanno vissuto una serata straordinaria grazie alla compagnia del Teatro dell’Opera Giocosa che ha presentato La Furba e lo Sciocco di Domenico Sarro. Interpreti e musicisti splendidi ed un magnifico regista, Matteo Peirone, che ha saputo utilizzare al meglio lo scenario unico di Palazzo Gagliardi.
L’affascinante gioiello storico rappresentato dall’atrio di quello che ormai per i vibonesi è il Palazzo della Cultura ha dato il meglio di sé grazie ad una regia che ha gestito con maestria gli spazi disponibili rendendo vivace e coinvolgente la messinscena di questa “opera buffa” tra le più note del XVIII secolo.
La furba e lo sciocco, con particolare brio, ha portato in scena la consueta trama in cui una donna scaltra riesce a raggiungere il suo obiettivo – un matrimonio conveniente – gabbando un uomo un po’ tonto e ricco che non si accorge dei suoi raggiri.
Tra ammiccamenti e doppi sensi, l’interpretazione di Linda Campanella, soprano dalle notevoli doti, ha stregato il pubblico presente, che intanto era coinvolto nelle peripezie di Matteo Peirone abile a dare la giusta dose di ironia al protagonista vittima della furba spasimata.
Interessante, poi, la trovata registica di far rivivere, in un deja-vu narrante, il vero autore dell’opera, Domenico Sarro, interpretato in maniera brillante da un ottimo Matteo Palazzo, capace di intavolare con gli spettatori una intrigante complicità
Grande successo, dunque, in questo secondo appuntamento di Vibo Lirica, la rassegna resa possibile a Vibo Valentia grazie all’associazione Traiectoriae che, unica in Calabria ad aver ricevuto il finanziamento per un festival della Lirica, quest’anno ha deciso di puntare su Vibo Valentia quale piazza di alcuni tra i più interessanti appuntamenti del Calabria Opera Musica Festival.
Ottimi gli interpreti, così come i musicisti dell'orchestra, l’Ensemble musicale del Festival diretto dal M° Massimiliano Piccioli che ha accompagnato dal vivo l’intera esibizione, tra scenografie e i costumi d’epoca che hanno abbagliato i presenti con la loro bellezza.
Alla fine, tutti contenti: il pubblico che in piedi ha applaudito a lungo e gli interpreti che all’unisono hanno elogiato l’atrio di Palazzo Gagliardi giudicandolo come uno dei luoghi più belli e dall’acustica perfetta, dove hanno finora recitato.