Soverato Superiore, l’abbraccio della Cumprunta: il rito che vince il tempo (VIDEO)
Tra fede e identità, il momento della svelazione della Vergine suggella il legame indissolubile della comunità con le proprie radici
Il silenzio della vigilia ha lasciato spazio al fragore della gioia. Nel cuore antico di Soverato Superiore, la Pasqua 2026 è stata segnata da una partecipazione popolare che ha travalicato i confini del borgo. La Cumprunta, rito millenario della Settimana Santa calabrese, si è confermata ancora una volta molto più di una celebrazione religiosa: un vero e proprio atto di amore di un popolo verso la propria storia.
In una Piazza Roma vibrante di attesa, il cerimoniale si è compiuto con il consueto rigore coreografico. Protagoniste le statue di Gesù Risorto, di San Giovanni e della Madonna, portate a spalla con un passo cadenzato che sembrava battere all'unisono con il cuore dei fedeli.
Il momento clou è stato, come da tradizione, la "corsa" di San Giovanni: l'apostolo che fa da spola per annunciare alla Madre l'incredibile notizia. Un dinamismo che prepara al momento del "confronto" (da cui il nome Cumprunta), l'istante in cui il lutto si trasforma in gloria.
Il respiro della piazza si è fermato quando, all'incontro tra le effigi, il velo nero che copriva il volto della Vergine è caduto, rivelandola in tutto il suo splendore radioso. È stato il segnale della vittoria della vita: il fragore degli applausi, il volo liberatorio dei colombi e il suono a festa delle campane hanno sancito il trionfo della Resurrezione.
In un'epoca di rapidi cambiamenti, Soverato Superiore ha scelto di fermarsi per ritrovarsi, ribadendo che la tradizione, quando è vissuta con tale devozione, è l'unico linguaggio capace di parlare a tutte le generazioni.
