Il Giudice per le Indagini Preliminari, la dottoressa Francesca Loffredo, ha accolto l'istanza di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari in subordine di sostituzione con quella meno afflittiva dell'obbligo di dimora nel Comune di Roma o con il divieto di soggiorno in Calabria, presentata nell'interesse di Arianna Idà, nata a Soriano Calabro (VV) il 30.6.1999, dagli avvocati Sergio Rotundo e Giuseppe Di Renzo.

La vicenda

Lo scorso aprile furono eseguiti due arresti in un blitz della polizia effettuato fra Gerocarne e Sorianello. Nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, i poliziotti della Squadra Mobile di Vibo Valentia hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari. Furono stati posti in stato di fermo Michele Idà, di Gerocarne, e la cugina Arianna Idà, di 23 anni, anche lei di Gerocarne. Per il primo l’accusa era quella di detenzione illegale di armi e munizioni e detenzione illecita di sostanza stupefacente. Armi, droga e munizioni sono saltati fuori all’esito di una perquisizione domiciliare eseguita dai poliziotti. Michele Idà è stato quindi portato in carcere. Per Arianna Idà, invece, l’accusa era quella di riciclaggio della somma di 200mila euro.

La decisione

Venendo ai giorni nostri, il giudice del Tribunale di Vibo Valentia, «ritenuto che, nonostante la gravità indiziaria — non contestata dalla difesa — permanga immutata, tenuto conto del periodo di tempo trascorso in regime di arresti domiciliari dall'indagata, la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune di Roma può ritenersi attualmente idonea al soddisfacimento delle sussistenti ragioni cautelari collegate al periodo di reiterazione criminosa, visti gli articoli 299 e seguenti e 283 c.p.p». Per questi motivi ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Arianna Idà con la misura dell'obbligo di dimora nel Comune di Roma.