Il Tribunale del Riesame di Vibo Valentia ha deciso: Luigi Mancuso, un uomo di 31 anni residente a San Gregorio d'Ippona (figlio di Giuseppe Mancuso di Limbadi, noto come "Peppe 'Mbrogghja", membro della 'ndrangheta di Limbadi) lascerà il carcere e passerà ai domiciliari. La decisione di concedere gli arresti domiciliari è stata basata sull'affievolimento delle necessità cautelari e su una richiesta presentata dalla difesa.

L'accusa. Luigi Mancuso era recluso dallo scorso ottobre nella casa circondariale di Reggio Calabria, con l'accusa di tentato omicidio ai danni di un agente di polizia, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il giovane, nel corso di un normale controllo di polizia avvenuto in pieno centro cittadino, è stato fermato mentre era a bordo di un’auto. Anziché fornire i documenti per il riconoscimento e l’identificazione, Mancuso ha preso sottobraccio l’agente trascinandolo per alcune centinaia di metri e schiacciandolo al muro prima di scaraventarlo a terra di fronte a un bar nei pressi di piazza San Leoluca, in centro città. La Procura di Vibo ha contestato al giovane il reato di tentato omicidio, oltre alla resistenza a pubblico ufficiale, in quanto – secondo la prospettazione accusatoria – avrebbe rischiato di uccidere il poliziotto rimasto ferito e trasferito in gravi condizioni all’ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia dove si trova attualmente ricoverato con una frattura di due vertebre, un trauma cranico e diverse contusioni. Luigi Mancuso, già noto alle forze dell’ordine, nel novembre 2017 è stato coinvolto in una sparatoria avvenuta a San Gregorio d’Ippona e in precedenza è stato processato per il tentato omicidio di un romeno a colpi di mattone, riportando una condanna a cinque anni.