Congresso Pd a Vibo, presentata la candidatura di Insardà. Fuori le opposizioni interne
Sottolineato come la città capoluogo torni ad essere centrale puntando su un proprio candidato alla guida del partito
Il Partito democratico vibonese si avvia al congresso provinciale del prossimo 25 luglio. E lo fa con un solo candidato, sostenuto dalla componente maggioritaria del partito, quella che fa capo al deputato Bruno Censore. Si tratta di Enzo Insardà che ieri è stato presentato alla stampa nella sede di Via Argentaria. Al suo fianco, insieme al deputato di Serra San Bruno, anche il segretario dimissionario Michelangelo Mirabello, il capogruppo in Consiglio comunale a Vibo Giovanni Russo e il dirigente Vito Pitaro. Si sono tirate fuori dai lavori congressuali, invece, tutte le minoranze che in un documento polemico hanno denunciato modalità di procedere non regolamentari ed un tesseramento farlocco. A loro, in primis, si è rivolto Insardà, rammentando come non sia possibile "parlare sempre di tessere quando sono ben altre le richieste dei militanti”.
I punti cardine. “Lavoro, legalità, lotta alla criminalità organizzata, i temi da affrontare con attenzione da qui in avanti”. Senza trascurare la necessità di arrivare pronti alle elezioni del consiglio provinciale “ad oggi condizionato dallo stato di dissesto” e l’esigenza di creare una proposta alternativa a quella “fallimentare di Costa per palazzo Luigi Razza”. “Dovrà finire il tempo in cui poche persone –ha sottolineato il prossimo probabile segretario – decideranno per tutti”. Non gli è piaciuto, infatti, che qualcuno abbia deciso di polemizzare sulla stampa. “Sono ancora pronto a coinvolgere le minoranze – ha ripetuto Insardà - ma ritengo che quando non si condividono le decisioni, è in questa sede che se ne deve discutere”. Poi si è soffermato sulle proprie strategie: “Coinvolgeremo i circoli e laddove non esistono andremo nelle piazze ad incontrare i militanti”.
Gli interventi. I quattro leader ribelli sono stati praticamente ignorati anche da Censore, limitatosi a dire che De Nisi, Soriano, Lo Schiavo e Callipo "sono quattro persone di valore". Il parlamentare ha preferito analizzare molto liberamente lo scenario socio-politico nel quale arriva il congresso. Tra la campagna per il referendum, il problema del mare sporco e la precaria situazione della provincia. Nonostante sia stato, negli ultimi mesi, il principale obiettivo delle minoranze, Censore ha ribadito l’importanza di “favorire un percorso unitario in un partito plurale, evitando liti sulla stampa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mirabello che ha aggiunto: “Riconosciamo le minoranze, ma è bene che sappiano che la maggioranza è questa ed è anche lievitata nel tempo”. Uno stato di salute ottimo quello del Pd nel Vibonese anche per Giovanni Russo. La celebrazione del congresso per il capogruppo di palazzo “Razza”, sotto lo sguardo di Vito Pitaro, rimasto in un significativo silenzio, “è una vittoria di questo gruppo che per la prima volta punta su un proprio concittadino sempre capace di lavorare con coerenza e dedizione”. Un modo per ricordare “amichevolmente” a Censore la riacquisita centralità del capoluogo!
