La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata ad Andrea Mantella, 53 anni, ex boss della ’ndrangheta vibonese e collaboratore di giustizia. I giudici hanno ritenuto infondato il ricorso della difesa contro le decisioni del magistrato e del Tribunale di Sorveglianza di Roma.

Secondo le note del Servizio centrale di protezione, Mantella avrebbe più volte violato le prescrizioni, "tenendo atteggiamenti arroganti verso la scorta, incontrando la moglie senza autorizzazione e cambiando albergo rispetto a quello assegnato". Inoltre, tra il 2019 e il 2021, è stato denunciato per calunnia e accusato in due episodi di evasione, procedimenti tuttora pendenti.

Per la Suprema Corte, tali condotte dimostrano la mancata partecipazione all’opera di rieducazione, requisito necessario per i benefici penitenziari, e giustificano il rigetto della richiesta.