di FEDERICA TOMASELLO

Svolta nelle indagini relative all’omicidio di Filippo Pantano. Nella mattinata di ieri, infatti, la Squadra Mobile di Catanzaro e il Commissariato di Lamezia Terme, coordinati dalla Dda di Catanzaro, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone: Gino Strangis, 49 anni, ritenuto essere ideatore, organizzatore ed esecutore dell’omicidio; Pino Strangis, 43 anni, che avrebbe preso parte all’omicidio e Vincenzo Arcieri, 58 anni ritenuto anch’egli coautore dell’omicidio e già detenuto.


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La vicenda. La misura cautelare nei confronti dei tre nasce dall’episodio omicidiario del 20 luglio 2005 in cui morì, colpito da svariati colpi d’arma da fuoco, nelle vicinanze della propria abitazione a Martirano Lombardo, Filippo Pantano. L’omicidio sin da subito apparse in odor di ‘ndrangheta, sospetto confermato dalle dichiarazioni di svariati collaboratori di giustizia che hanno consentito di fare piena luce sul movente, i mandanti e i partecipi all’episodio delittuoso. Sarebbe stata, infatti, una guerra tra clan, relativa al predominio  di una cosca sull’altra nelle zone montane del lametino, a far maturare l’idea di uccidere Filippo Pantano. I presunti esecutori, sarebbero legati alla famiglia “Arcieri-Cappello” madrina della Cosca Giampà mentre Pantano sarebbe stato legato alla consorteria mafiosa degli “Iannazzo-Cannizzaro-Daponte”. La decisione di uccidere Pantano sarebbe giunta, con l’approvazione silente di Giuseppe Giampà, figlio di Francesco “il professore”, al fine di riappropriarsi del monopolio estorsivo operato ai danni delle aziende montane.