Nel Vibonese il campo della Uici “Riabilitarsi per…essere liberi”
E’ proseguita anche quest’anno la splendida esperienza U.I.C.I. del Campo Abilitativo e Riabilitativo denominato “Riabilitarsi per…essere liberi”, finalizzato al potenziamento delle capacità e, quindi, dell’autostima di persone con disabilità visiva e/o pluriminorazione.
L’iniziativa è annualmente inserita nel quadro di una serie di eventi tutti tesi all’autonomia e alla conoscenza di sé e del mondo circostante, tali da favorire la piena inclusione e la gratificazione derivante da un maggiore senso di libertà, che si riesce a provare grazie alla socializzazione e ad un susseguirsi di attività specifiche. I movimenti autonomi, coordinati ed esplorativi del nuoto; l’ascolto del proprio corpo e della propria anima che vibrano nella musicoterapia; l’esternazione di gesti, modi e parole valorizzate dalla teatralità; la capacità di orientarsi nella mobilità; il costante supporto di una psicologa e di un’assistente sociale, pronte a sostenere disabili, famiglie ed operatori. Il tutto nello straordinario scenario del Poggio di Tropea, residence che si affaccia sulla spiaggia di Parghelia e che ha favorito, anche mediante i diversi momenti di animazione giornaliera e serale, una vacanza piena e distensiva oltre che efficace.
Il presidente U.I.C.I. Giuseppe Bartucca afferma “Un aspetto fondamentale di otto giorni indimenticabili è stato quello dell’integrazione con il resto degli ospiti del villaggio, intendendo fare anche un’opera di sensibilizzazione e coinvolgimento. Non avrebbe avuto alcun senso, infatti, promuovere un anacronistico campo estivo per disabili, ecco perché si è trattato di un campo estivo per persone con disabilità evidente e meno evidente, stante il fatto che ognuno di noi ha qualcosa in cui è meno abile o non lo è per nulla, salvo non se ne renda conto, la qual cosa è essa stessa una disabilità. Abbiamo fatto di tutto – prosegue Bartucca - per favorire la piena comprensione della diversità come risorsa, aiutando a trasformare il gruppo in una bella compagnia in viaggio e a far lievitare, specie nei tanti giovani presenti, la coscienza individuale di essere diverso dall’altro ma uguale a ciascuno e a tutti. In tal modo, le vite di Serena e Paolo, di Marco e Tommaso, di Giuseppe e Roberta…le vite si sono intrecciate l’una all’altra senza differenze ed hanno originato un unico vivere comune”.
In poche parole, quella dell’U.I.C.I. è un’azione costante che consente l’evoluzione di tutti e non solo dei ciechi, degli ipovedenti e dei pluriminorati. “La continuità del Campo Abilitativo e Riabilitativo è garantita da anni dal sostegno economico della Fondazione Carical di Cosenza, che – chiosa il presidente Bartucca – ha realmente capito quanto la disabilità sia sempre meno un problema se realmente condiviso, perché chi vive il disagio non fa parte di un mondo lontano e diverso”
