Depositi costieri, l’Autorità portuale smentisce il sindaco: “Nessun procedimento avviato”
Nel complesso iter amministrativo legato al rinnovo della concessione demaniale per l’impianto di Meridionale Petroli, arriva un chiarimento destinato a pesare nel dibattito istituzionale
Nel complesso iter amministrativo legato al rinnovo della concessione demaniale per l’impianto di Meridionale Petroli, arriva un chiarimento destinato a pesare nel dibattito istituzionale: l’Autorità di Sistema Portuale smentisce l’ipotesi di un percorso già avviato verso la delocalizzazione del deposito costiero.
È quanto si legge nella relazione finale pubblicata sull’albo pretorio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Meridionale e Ionio, che ricostruisce tutte le fasi della procedura, dalla richiesta di rinnovo ventennale fino alla conferenza dei servizi conclusiva.
Il passaggio centrale del documento è netto: non risulta attivato alcun procedimento amministrativo di delocalizzazione dell’impianto. Una precisazione che, di fatto, ridimensiona alcune interpretazioni emerse nel confronto tra enti, dove si era fatto riferimento a un iter già in corso per il trasferimento dell’infrastruttura.
La vicenda riguarda un sito operativo dal 1956, esteso su oltre 26mila metri quadrati e considerato strategico per la distribuzione di prodotti petroliferi a livello regionale. Proprio la sua rilevanza infrastrutturale ha portato più enti a esprimere pareri favorevoli al rinnovo della concessione, seppur accompagnati da prescrizioni su sicurezza e gestione del rischio.
Nel corso della conferenza dei servizi, infatti, sono arrivati via libera tecnici da Vigili del Fuoco, ASP, Regione e ministeri competenti, con richiami soprattutto alla necessità di aggiornare i piani di emergenza, anche in relazione alla vicinanza con aree urbanizzate e zone frequentate da cittadini.
Sul piano politico, il Comune di Vibo Valentia mantiene invece una posizione distinta: l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo ha ribadito la volontà di un trasferimento dell’impianto nell’area industriale di Porto Salvo, proponendo un rinnovo limitato nel tempo proprio per accompagnare la delocalizzazione.
Tuttavia, la relazione dell’Autorità portuale chiarisce che tali prospettive, pur presenti nel dibattito istituzionale, non fanno parte dell’istruttoria tecnica in corso, che riguarda esclusivamente il rinnovo della concessione.
Il documento fotografa così una distanza evidente tra piano amministrativo e indirizzo politico: da un lato la continuità operativa di un’infrastruttura considerata strategica, dall’altro la spinta degli enti locali verso una sua ricollocazione.
In assenza di un procedimento formale già avviato, il futuro del deposito resta dunque legato alle decisioni che matureranno nei prossimi passaggi istituzionali, mentre il rinnovo della concessione prosegue il suo iter con un orizzonte temporale che, secondo le valutazioni, potrebbe accompagnare una futura – ma ancora tutta da definire – fase di eventuale delocalizzazione.
