L'evento ha restituito a quanti hanno partecipato la dimensione di una città che tra il cinquecento e l'ottocento è stata il faro della Calabria sotto il profilo culturale

di CLAUDIA MIRABITO

E' stato un viaggio fantastico nelle bellezze che Vibo Valentia ha ereditato dall'antica Monteleone, dai suoi avversati Duca Pignatelli, che pure come vicerè di Sicilia e Catalogna portarono il nome di Monteleone in giro per l'Europa del cinquecento, e dai tanti nobili che hanno lasciato ricchezze artistiche nella città, come i marchesi Gagliardi, quello compiuto domenica per iniziativa della associazione ViboInsieme e dal Centro aggregazione sociale in collaborazione con l'associazione Guide Turistiche della Calabria e l'Unione parrocchiale Santa Maria la Nova, San Michele e San Giuseppe, Luca Giordano.

“La Domenica delle chiese” ha restituito a quanti hanno partecipato la dimensione di una città che tra il cinquecento e l'ottocento è stata il faro della Calabria sotto il profilo culturale. A Monteleone è sorta, infatti, in quel periodo una scuola pittorica unica nella regione per la sua importanza, iniziata da Francesco Zoda, il pittore sfortunato, la cui opera maggiore furono gli affreschi realizzati per la Certosa di Serra San Bruno, andati perduti per il terribile sisma del 1783. Nonostante tutto, la sua città conserva ancora alcune sue pitture che potrebbero regalargli la giusta dimensione tra i grandi della pittura come meriterebbe. Grazie a Zoda, amico fraterno di Luca Giordano, arrivarono a Vibo tra i più grandi pittori dell'epoca dallo stesso Giordano a Dirk Hendriks, Pacecco de Rosa, Massimo Stanzione, Ludovico Mazzanti, e nacquero pittori come Francesco Saverio Mergolo, Giulio Rubino, Emanuele Paparo, per citare solo alcuni degli artisti le cui opere sono state visibili a tutti almeno per un giorno. Accanto ad esse è stato possibile ammirare opere scultoree di Antonello Gagini, Michelangelo Naccarino e fra Didacus, autore della bellissima sacrestia lignea del Santuario degli Angeli. Pur dovendo, per questa volta, l'esperienza sarà ripetuta, rinunciare ad inserire nell'itinerario il Duomo, la chiesa del Rosario e quella del Carmine, per via di un itinerario che sarebbe stato troppo lungo e complesso.

Le visite. Tanta la gente che ha partecipato, approfittando delle visite guidate gratuite, che è rimasta estasiata davanti a tanta bellezza e ricchezza artistica, resa ancora più interessante dalla spiegazione di ogni singola opera anche nei dettagli. Maggiore interesse hanno destato le opere custodite nella chiesa di San Michele, per la straordinaria pinacoteca, e nel Santuario degli Angeli, due autentici scrigni d'arte, ma anche due edifici di una bellezza incomparabile. Per l'occasione è stato possibile visitare anche la cripta di San Michele e la chiesetta di Sant'Omobono alla Cerasarella che conserva al suo interno una edicola cinque-seicentesca con la rappresentazione affrescata della danza macabra, riportata alla luce soltanto nel 2005 durante lavori di restauro.

I risultati. Un risultato importante della giornata, è stato quello della partecipazione di numerose guide turistiche, provenienti da ogni parte della Calabria, con in testa il presidente Mario Mauro e la vibonese Caterina Malfarà Sacchini, con le quali è stato avviato un discorso per inserire Vibo Valentia negli itinerari dei tour operator, non solo per il castello e il museo, ma anche per le chiese e il borgo medievale. Altro risultato eccezionale e per il quale bisogna dare pubblico ringraziamento a mons. Vincenzo Varone, è stato quello di portare fuori dalle sacrestie ed esporre al pubblico capolavori quale la Madonna con sant'Anna e San Felice di Cantalice di Luca Giordano, adesso esposto in maniera permanente nella chiesa di Sant'Antonio, a destra sull'altare, ed altre della Scuola Pittorica di Monteleone, tra le più importanti del Meridione tra il seicento e l'ottocento, esposti nella chiesa di santa Maria la Nova e per i quali occorrerà trovare una collocazione definitiva per la fruibilità di tutti. La giornata si è conclusa con il concerto del Coro Parrocchiale nella chiesa di Santa Maria la Nova, eccellente sugello di una domenica straordinaria.