"Trigarium" contro la cosca di Roccabernarda, inflitti oltre 130 anni di carcere
Condanne dai ventiquattro e sei mesi a un anno e sei mesi di reclusione sono stati inflitti ai 14 imputati coinvolte nell’inchiesta “Trigarium” contro la cosca Bagnato di Roccabernarda, il blitz antimafia che ha portato il 30 luglio 2018, la Compagnia dei carabinieri di Petilia Policastro all’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere su richiesta della distrettuale. Ha retto l’inchiesta della Dda di Catanzaro sostenuta in aula dal magistrato Paolo Sirleo. La pena più alta è stata inflitta ad Antonio Santo Bagnato
Le condanne e le richieste di pena. Il Tribunale collegiale di Crotone, presidente Abigail Mellace, a latere Anna Cerreta e Odette Eroina ha condannato Antonio Santo Bagnato a 24 anni e 6 mesi di reclusione (il pm ha chiesto 30 anni di reclusione); Antonio Marrazzo 18 anni (il pubblico ministero ha invocato 25 anni); Antonio Cianflone 16 anni e 8 mesi (la pubblica accusa ha chiesto 30 anni); Maurizio Bilotta 14 anni e 3 mesi di reclusione (17 anni la richiesta dell'accusa); Giuseppe Bagnato 12 anni e 6 mesi (il pubblico ministero ha chiesto 20 anni); Michele Marrazzo 12 anni e 6 mesi (l'accusa ha chiesto 18 anni); Mario Riccio 12 anni (il pubblico ministero ha invocato 18 anni); Domenico Iaquinta 6 anni e 1 mese di reclusione (il pm ha chiesto 6 anni); Giovanni Iaquinta 3 anni e 6 mesi di reclusione (il pm ha chiesto 5 anni); Salvatore Aprigliano 5 anni (la pubblica accusa ha invocato 10 anni); Emanuele Valenti Carcea 4 anni e 3 mesi di reclusione (l'accusa ha chiesto 15 anni); Luigi Piro 2 anni di reclusione (il pm ha chiesto tre anni); Domenico Colao e Salvatore Fonte 1 anno e 6 mesi (per entrambi il pm ha chiesto due anni).
Risarcimento danni. I giudici hanno condannato gli imputati al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili che liquida quanto al Comune di Roccabernarda 70mila euro e quanto alla Regione Calabria 30mila euro.
Le accuse. Gli imputati, sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, abuso d’ufficio e falso ideologico, mentre per quanto riguarda il filone sul tentato omicidio di Raffaele Castiglione e sull’omicidio del fratello Rocco, avvenuti il 31 maggio 2014, filone che ha dato vita all’inchiesta, è in corso il processo in Corte di assise a Catanzaro.
