"È stato un anno molto difficile, a causa della pandemia anche le nostre attività sono state ricalibrate per affrontare principalmente le condotte illecite legate all'emergenza Coronavirus". Così Francesco Galeano, maresciallo della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, in occasione del 247° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. Le fiamme gialle vibonesi hanno festeggiato la ricorrenza con una cerimonia militare, a carattere interno, tenuta presso la caserma “G. Vizzari” di Vibo Marina.

Maggiore attenzione in attesa del Recovery plan.
"La criminalità è stata meno visibile, meno cruenta - spiega il maresciallo Galeano - e sono diminuiti danneggiamenti e violenze. I reati sono cambiati nel senso che anche la 'ndrangheta si è orientata sulle risorse destinate all'emergenza Covid". Evidenziando la necessità di "mantenere alta la guardia" in attesa dei soldi del Recovery plan "in cui anche la criminalità potrebbe inserirsi, soprattutto in riferimento agli appalti pubblici".

I prestanomi e la lotta al riciclaggio di denaro.
Un territorio, quello vibonese, in cui la criminalità organizzata è molto diffusa. Per questo "la Guardia di Finanza dev'essere sempre molto attenta per contrastare le condotte di riciclaggio e di investimento dei capitali illeciti. Un'azione che richiede tempo e sacrificio, e i cui effetti non sono sempre così immediati". Con un'attenzione particolare: "Non bisogna combattere solo il reato presupposto ma soprattutto il reimpiego delle risorse. Quindi colpire una serie di pregiudicati, che molto spesso si avvalgono di prestanomi, per sfuggire alle norme antimafia. Gli strumenti che abbiamo sono due: il sequestro penale e soprattutto le misure di prevenzione patrimoniale". Ricordando infine anche una "triste realtà": "Le indagini a volte vedono coinvolti anche appartenenti alle forze dell'ordine".

Il bilancio del 2020.
L’occasione è stata anche propizia per presentare il bilancio operativo dell’anno 2020 nel corso del quale la Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha impiegato oltre 1.400 pattuglie per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia, nonché effettuato 1.205 interventi ispettivi e 124 indagini per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica e organizzata nel tessuto economico e sociale: un impegno “a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese in difficoltà e a sostegno delle prospettive di rilancio e sviluppo del Paese.

Recuperati oltre 15,5 milioni di tasse evase.
Nel 2020 nel corso di 35 interventi ispettivi sono stati recuperati a tassazione oltre 15,5 milioni di euro di base imponibile netta, circa 3 milioni di euro di IVA evasa e constatati rilievi IRAP per quasi 16,5 milioni di euro. Non meno significativo è l’impegno del Corpo nel contrasto all’economia sommersa, come testimonia l’individuazione di 9 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente circa 150 mila euro di IVA ed una base imponibile netta ai fini delle imposte dirette di oltre 600 mila euro. Inoltre, sono stati verbalizzati 20 datori di lavoro per aver impiegato 66 lavoratori in “nero” o irregolari.

Beni sequestrati per oltre 1 milione di euro.
Nel corso del 2020 nella provincia di Vibo Valentia, in applicazione della normativa antimafia, sono poi stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 42 soggetti, ed ammonta a oltre 1 milione di euro il valore dei beni proposti per il sequestro e successivamente sequestrati. Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari, invece, sono stati effettuati 17 interventi e deferiti all’autorità giudiziaria 37 soggetti in relazione a distrazioni di beni ammontanti a quasi 35 milioni di euro.