Sanità, scossa finale all'Asp di Vibo: faldoni in Procura e dossier segreti al Prefetto (VIDEO)
I commissari lasciano Vibo tra le macerie: «Procedure opache e concorsi da rifare». Mentre i Nas tornano allo Jazzolino, la Commissione firma l’ultimo atto: «Ecco i nomi di chi ha violato le regole»
Non è un addio, è un atto d’accusa. La Commissione straordinaria chiude i suoi 18 mesi alla guida dell’Asp di Vibo Valentia non con i classici saluti istituzionali, ma consegnando una "scatola nera" carica di veleni alla magistratura. Mentre i Carabinieri del Nas varcavano ancora una volta la soglia dell'ospedale Jazzolino per nuovi accertamenti, i prefetti uscenti tracciavano il bilancio di una gestione che ha scavato negli abissi di un’azienda sanitaria travolta da infiltrazioni e irregolarità.
L'offensiva giudiziaria: «Molti atti ai magistrati»
Il prefetto Gianfranco Tomao è stato lapidario: la missione non è stata solo burocratica, ma una vera operazione di pulizia. Il "testamento" della gestione straordinaria è racchiuso in una relazione riservata consegnata al Prefetto Anna Aurora Colosimo e, soprattutto, in una raffica di esposti inviati alla Procura della Repubblica.
Sotto la lente sono finiti concorsi e avvisi pubblici istruiti senza il rispetto delle norme, carriere fulminee e nomine che i commissari hanno dovuto smontare e ricostruire da zero per «profili di illegittimità penale». «Abbiamo riportato l’azienda sui binari della legalità», ha ribadito Tomao, lasciando però intendere che il lavoro per i magistrati è appena cominciato.
Il j’accuse al territorio: «Urologia tradita»
Oltre alle carte bollate, c’è il dramma dei servizi. Il reparto di Urologia è stato definito «fuori da ogni norma», un’anomalia che la Commissione ha cercato di sanare riportando i posti letto a Vibo. Ma è sulla fuga dei medici che il commissario Orlando ha sferrato l'attacco più duro: commentando il dietrofront dell'ultimo primario pronto a firmare, ha tuonato: «Non lo ha perso la Commissione, lo ha perso il territorio». Un'accusa frontale a un clima ambientale che sembra respingere le eccellenze.
L'ombra dei Nas sul traguardo
La fotografia finale è paradossale: i commissari rivendicano di aver gettato le basi per il futuro (dall’acquisto della risonanza magnetica alla riorganizzazione delle guardie mediche), ma l’uscita di scena avviene sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine.
La Commissione ha scelto di non chiedere proroghe: «Il nostro compito di bonifica è finito». Ora la palla passa a chi dovrà gestire l'ordinario, sapendo che nell'armadio dell'Asp i fantasmi del passato non sono ancora del tutto scomparsi e che la legalità, a Vibo, resta un cantiere aperto e sotto assedio.
