L'APPELLO | Ancora ferma a Vibo la graduatoria con 282 Oss idonei
Riceviamo e pubblichiamo l'appello di Giuseppe Ierace, O.s.s, che lancia l’ennesima richiesta al commissario della sanità calabrese Guido Longo a favore degli O.s.s di Vibo che attendono - ormai da anni - che venga loro assegnato un posto di lavoro in Calabria:
"La storia ancora continua e perdura ma la speranza e la voglia di arrivare al proprio traguardo in molti calabresi, residenti fuori regione per lavoro, non si ferma. L'annoso problema sanitario regionale calabrese è sempre attualità. Una realtà che viene riscontrata in ogni Azienda Sanitaria da Vibo a Reggio, da Catanzaro a Cosenza via Crotone, presidi ospedalieri che arrancano proprio dalla base, i numeri sono più che alti e nelle corsie di ogni nosocomio di assistenza vera e propria non se ne riscontra. Sono molti i lavoratori che attendono ormai impazienti quella famosa convocazione dopo aver superato il concorso pubblico di O.s.s completato già da due anni, graduatoria pubblicata a settembre 2019 con 282 operatori idonei.
Dai governi già passati M5S e Lega si era raggiunto un obiettivo ben preciso di far rilanciare la sanità calabrese sempre sotto pressione tra mal gestione e il malaffare ancora presente ad oggi con le solite infiltrazioni mafiose. Il Decreto Calabria e il Decreto bis ha indirizzato delle risorse economiche per potenziare il settore sanitario pubblico, ora stando ai fatti il fabbisogno non tende ad arginarsi e le corsie sono sempre carenti di personale sanitario.
A nome di tanti padri e madri e altri colleghi che a causa di forza maggiore, cioè la mancanza di un'assunzione, si ritrovano a svolgere la propria mansione fuori regione.
Non credo si cerchi lo sbarco sulla luna, credo sia un diritto poter lavorare e ad oggi ancor di più dove il disagio nelle varie realtà sanitarie della nostra regione si manifesta in una maniera pesante se si pensa solo la chiusura di 18 ospedali e con dei livelli Lea che stentano ad arrivare al 50%. Credo che ci debba essere una sinergia di tutti per poter ricreare quello che negli anni è stato purtroppo distrutto. Quanto tempo ancora dobbiamo attendere un cambio di mentalità che pur ci dovrà essere? Non mi capacito a sapere che ci sia la possibilità di poter tornare alla terra d'origine e dare quel piccolo contributo a far sì che ci si scrolli da dosso quell’etichetta negativa, un fardello che pesa come un macigno".
