Presentata in pompa magna dal presidente della Regione Calabria, l'opera, che darebbe linfa al turismo religioso sui luogni di Mamma Natuzza, è ancora alla fase preliminare

Mileto può e deve saper guardare al futuro puntando su quelle che sono le risorse del territorio. In primis sul turismo religioso legato alla figura di Natuzza Evolo, che da questa parti richiama ormai quotidianamente centinaia di pellegrini e nei fine settimana addirittura migliaia, al suo santuario mariano e alle strutture sociali in fase di realizzazione sui quali a suo tempo si è particolarmente spesa, insieme al percorso Normanno, l’amministrazione guidata da Vincenzo Varone. Il tutto secondo le volontà di mamma Natuzza che rappresenta un faro di luce e di speranza per centinaia di migliaia di persone sparse in ogni parte del mondo.

Gli impegni del governatore. In questo contesto figura anche il progetto del presidente della giunta regionale Mario Oliverio, presentato circa due mesi presso l’auditorium del Cantiere musicale, che punta alla realizzazione di un collegamento diretto tra la “Villa della Gioia” e l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Un progetto di cui è stato fino al momento redatto solo il progetto preliminare e di cui adesso si attendono gli sviluppi della vera e propria fase attuativa. Oliverio su questo fronte, sul quale si è impegnato personalmente, è giusto che di tanto in tanto aggiorni l’opinione pubblica vista l’attesa in tutto il Vibonese e non solo in merito a questo ambizioso progetto che sicuramente darà nuova linfa al turismo religioso non solo di Paravati ma anche di Mileto-centro, dove si trovano tre luoghi di culto che meritano di essere visitati sia per la loro bellezza che per la loro storia: la Cattedrale, il Santuario della Cattolica e la chiesa della SS. Trinità in cui si venera la straordinaria figura di San Rocco al quale tutti i miletesi e soprattutto gli emigrati sono particolarmente legati.

Il parco archeologico. Altro settore importante è il turismo culturale. La zona archeologica, il cui parco intitolato al vescovo De Lorenzo aspetta di essere reso pienamente operativo, la presenza del Museo statale, dove sono espositi pezzi di notevole valore artistico, tra cui il crocifisso dell’Algardi, dell’archivio storico diocesano, del cantiere musicale internazionale e di alcuni veri e propri luoghi della memoria, come i palazzi antichi, possono e devono rappresentare la base su cui ripartire per edificare il futuro, rimboccandosi, ognuno dalla propria postazione, le maniche e creando nuove occasioni di crescita e di sviluppo.