Il Natale lo trascorrerà sicuramente a casa, a San Giovanni in Fiore. L'obbligo di dimora imposto dal gip distrettuale di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta sui presunti appalti truccati alla Regione Calabria non gli dà alternative. Il Natale di Mario Oliverio sarà magro e amaro tra accuse che ritiene infamanti e lo sciopero della fame iniziato proprio nelle ore successive la notifica dell'abuso d'ufficio, il reato contestatogli nell'indagine denominata "Lande desolate". E' stata infatti fissata al 27 dicembre l'udienza del Tribunale del riesame di Catanzaro che dovrà decidere in merito alla richiesta di revoca del provvedimento di obbligo di dimora eseguito lunedì scorso dalla Guardia di finanza.

L'istanza. Nell'istanza che ha presentato ai giudici del riesame il difensore di Oliverio, l'avvocato Enzo Belvedere, ha chiesto la revoca dell'obbligo di dimora sostenendo l'insussistenza dei fatti contestati al presidente della Regione. Il Tribunale, secondo quanto si prevede, si riserverà la decisione sull'accoglimento del ricorso, depositando il proprio provvedimento entro il termine ultimo del 29 dicembre.

Interrogatorio di garanzia. Intanto è fissato per giovedì 20 dicembre l'interrogatorio di garanzia al quale Oliverio si sottoporrà davanti al gip di Catanzaro. Il diretto interessato ha già fatto sapere che non si avvarrà della facoltà di non rispondere. A chi lo ha sentito in queste ultime ore ha ribadito l'estraneità ai fatti contestati da Gratteri e dal suo poule di magistrati. Nulla da nascondere e nessuna preoccupazione che negli atti dell'inchiesta possano spuntare ulteriori accuse rispetto ai fatti contenuti all'interno del provvedimenti. Oliverio, insomma, è pronto a chiarire tutto convinto che tutto si finirà in una bolla di sapone dimostrando la sua assoluta estraneità. Per la difesa si tratta infatti di accuse inconsistenti che non reggeranno davanti ad un giudice terzo."Non avendo nulla da nascondere - ha detto l'avvocato Belvedere - il presidente Oliverio è pronto a rispondere a qualsiasi domanda gli verrà rivolta nel corso dell'interrogatorio. Non avendo alcuna preoccupazione che negli atti dell'inchiesta possano esserci accuse ulteriori rispetto ai fatti inconsistenti contenuti nel provvedimento di obbligo di dimora, il presidente Oliverio non si avvarrà della facoltà di non rispondere. Oliverio, infatti, vuole contestare sin da subito le incongruenze che caratterizzano le accuse che gli vengono mosse, dimostrando con elementi precisi la sua assoluta estraneità ai fatti e la trasparenza dei suoi comportamenti amministrativi e politici".