L'Unità d'Italia e il Sud bistrattato: confronto tra intellettuali a San Calogero
Iniziativa del Caffè letterario "Tommaso Campanella" di Rombiolo. Oltre due di appassionato dibattito senza ipocrisie e luoghi comuni sulle conseguenze dell'Unità d'Italia
Il tema non ha tradito le attese. “L’Unità d’Italia mai raccontata. Prima, durante e dopo”, di cui si è discusso a San Calogero, nei locali della ex Saub, ha sollevato, in oltre due ore di appassionato dibattito, il velo delle ipocrisie, dei luoghi comuni, delle mezze verità su quella “Unità tanto decantata sui libri di storia scritti dai vincitori ma che a noi meridionali non ha portato sicuramente visti risultati davanti agli occhi di tutti alcuna forma di benessere".
Il tema è stato affrontato, su iniziativa del Caffè letterario “Tommaso Campanella di Rombiolo, da Enzo Pagnotta, avvocato rappresentante del Caffè letterario, dal sindaco Nicola Brosio, da Ninì Luciano, autore di numerose apprezzate pubblicazioni, Michele Furci, storico attento e rigoroso, dai parroci di San Nicola e Calimera don Francesco Pontoriero e di San Calogero don Antonio Farina e dal giornalista Vincenzo Varone che ha coordinato i lavori. Il dibattito si è altresì arricchito dei contribuiti offerti da due dei principali animatori del “Tommaso Campanella” Antonio Sangeniti e Annunziato La Rosa .La serata è stata, inoltre, allietata dal violinista Antonio Pontoriero.
La conclusione dell’incontro, al di là di quel che è stato sul quale ovviamente non si torna indietro, è che noi meridionali, continuiamo ad essere vittime del pregiudizio e dello strapotere dei grandi potentati, ai quali negli anni hanno spesso dato spago i nostri rappresentati politici e istituzionali.
Da qui la necessità per uscire dal tunnel della crisi perenne delle nostre contrade di darci finalmente una mossa con l’esempio e reclamando, a gran voce, dopo esser stati presi costantemente presi a pesci in faccia, tutto quello che, puntualmente, i governi centrali ci hanno negato, tra spallucce e silenzi complici.
