Se non paghi “…ti ammazzo e ti sotterro sotto un piede d’olivo”. La Compagnia dei Carabinieri di Lamezia Terme, guidata dal Capitano Pietro Tribuzio,  ha eseguito una custodia cautelare per tentata estorsione.  Se non paghi “…ti ammazzo e ti sotterro sotto un piede d’olivo”; un circolo vizioso quello in cui era entrato un imprenditore dell’hinterland lametino e che lo stava portando all’esasperazione. L’uomo sotto scacco a causa di una proposta truffaldina di un conoscente ha dovuto assumere fittiziamente due soggetti e poi licenziarli  per garantire loro la l’indennità di disoccupazione.

Ad essere sottoposti a misura cautelare sono stati:  Nicola Anzani Ciliberi cl.87, la moglie  Ida Villella cl. 84 e Antonio PasqualeSaporito  cl.64. Un sistema collaudato quello messo appunto dai soggetti fatto  di false assunzioni e licenziamenti che, però, si è inceppato lo scorso luglio quando l’INPS ha bloccato i  pagamenti a causa delle anomalie riscontrate. in quel momento per la vittima ha avuto inizio il calvario fatto di  lamentele e recriminazioni sfociate, nell'ultimo periodo, in richieste estenuanti accompagnate da pressanti minacce fino a giungere alle aggressioni fisiche. Anzani richiedeva  8.000 euro  quale corrispettivo delle somme non percepite a seguito dei controlli dell’Ente Previdenziale. Un vorticoso mix di violenza e sopraffazione nella quale  gli aguzzini  avrebbero intimato alla vittima di consegnare la somma richiesta entro la mattina successiva. In questa pressante condizione parrebbe sopraggiungere l’intervento di   Antonio Pasquale Saporitoche avrebbe proposto alla vittima di “accollarsi”il debito previa cessione, però, nei suoi confronti di un terreno agricolo sito a Gizzeria.

Il 5 luglio scorso, così,  l’imprenditore si sarebbe presentato  all’appuntamento  per il pagamento solo con 4.000 euro.“Che ci devo fare la spesa con questi? Non pensare che vai dai Carabinieri che io non hopaura di nessuno…..salgo a Gizzeria e ti ammazzo a te cu tutta la famiglia, ti sotterro sotto un piede d’olivo.” Queste le minacce dell’Anzani che avrebbe successivamente aggredito con  schiaffi in faccia la vittima, con il plauso del SAPORITO che assisteva impassibile alla scena. A quel punto la vittima avrebbe placato la furia dell’Anzani con  la promessa della cessione dell’ appezzamento di terra e quindi con la fissazione dell’appuntamento presso il notaio. Non si fermavano, intanto, le minacce. Hai venti minuti di tempo sennò prendo il camion con l’escavatore prendo gli ulivi e te li vengo a mettere davanti casa……….ti ammazzo a te ed alla tua razza….”. Giunto all' esasperazione, la vittima,  avrebbe deciso di denunciare tutto ai Carabinieri, raccontando il lungo periodo divessazioni. Nel frattempo si incontra con la VILLELLA che gli “consiglia” di trovare isoldi, “….vai a vedere chi ti presta i soldi perché Nicola ti prende pure la terra…….. sennò te  ne puoi andare in Australia, in America……Nicola ti trova sempre”.

Queste solo alcune delle condotte degli  indagati interrotte, stamani, dai Carabinieri di Lamezia Terme che  hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal localeTribunale su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha immediatamente assunto la  direzione delle indagini dall’avvenuta denuncia dei fatti. L’Anzani è stato dunque sottoposto a custodia cautelare in carcere mentre il Saporito e la Villella agli arresti domiciliari, tutti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. (f.t.)