L'emergenza coronavirus in Italia sta creando preoccupazioni, non solo dal punto di vista sanitario ma anche da quello economico. Tra i vari fattori che ne risulteranno inevitabilmente influenzati c'è il turismo, risorsa importante per tutta la nostra penisola e in particolare per regioni come la Calabria. L'aumento dei contagi ha messo infatti in allerta il resto del mondo, che sta prendendo le dovute precauzioni per limitare il più possibile la diffusione internazionale del virus.

Le compagnie aeree. Dall'interno dei vari aeroporti la risposta non è univoca: la compagnia greca Aegean, ad esempio, non sembra intenzionata a cambiare i suoi voli da e per l'Italia, ma offre, a chi desidera cancellare il viaggio, la possibilità di spostare i voli (con partenza da oggi al 20 marzo) a nuova data senza costi aggiuntivi; la Bulgarian Air, compagnia nazionale bulgara, ha invece sospeso tutti i suoi voli da e per Milano fino al 27 marzo.

La reazione degli Stati. Belgrado e la Federazione croato-musulmana, una delle due entità che compongono la Bosnia-Erzegovina, hanno aggiunto l'Italia alla lista nera dei Paesi da non visitare. Così come Dublino si sta ponendo delle domande in vista della partita del Sei Nazioni di rugby Irlanda-Italia prevista in casa il 7 marzo. Israele, a sua volta, non ci ha messo molto a pubblicare un avviso in cui sconsiglia agli israeliani di recarsi in sette regioni del Nord Italia. Ma anche le autorità irachene hanno chiuso le frontiere ai viaggiatori provenienti dall'Italia e da alcuni paesi asiatici. A questi si è aggiunta anche l'Arabia Saudita, con le autorità hanno invitato i propri cittadini ad evitare per il momento viaggi in Italia e Giappone.

Turismo in calo al Sud. È datata 9 febbraio l'intervista agli albergatori di Tropea che dichiaravano "Stagione a rischio? Macchè! Più 20%", in risposta alle previsioni effettuate dall’Istituto Demoskopika che parlava di una perdita di circa 12 milioni di euro per la Calabria. Due settimane dopo la situazione è radicalmente cambiata. Le prima reazioni arrivano dalla Sicilia dove, ancora prima che fosse confermato il primo caso a Palermo, fioccavano le disdette delle prenotazioni. Con gli operatori che hanno invocato la proclamazione dello stato di calamità turistica, con contestuale individuazione di “strumenti e azioni” a sostegno delle imprese del settore.

Le inevitabili ricadute. A partire dai turisti asiatici (i primi ad effettuare le disdette), continuando per quelli provenienti dalla Russia (che hanno iniziato a chiedere maggiori informazioni sull'Italia e a cancellare i relativi viaggi), a finire con tutto il turismo europeo e quello interno nazionale: ci saranno delle inevitabili ricadute. Le prime defezioni riguardano le prenotazioni per le feste pasquali. Non si sa ancora in che modo la situazione potrà evolversi: sia circa il controllo dell'emergenza in generale, sia riguardo la diffusione del virus nelle regioni del Sud Italia e in Calabria. Ma intanto il turismo ha iniziato a subire i primi colpi.