Finto condominio e crediti fiscali illeciti: sequestro da 10 milioni
Un’operazione che, a un primo sguardo, poteva sembrare legittima. Peccato che - come accertato dalle Fiamme gialle - dietro quelle carte «non vi fosse alcun reale trasferimento di proprietà, poichè i contratti preliminari comportavano solo un impegno di vendita reciproco tra le parti e, pertanto, nella realtà, tutti gli appartamenti hanno continuato a fare capo all’impresa che aveva acquistato originariamente l’intero edificio». Per completare il raggiro, poi, il "condominio" ha sottoscritto tre contratti di appalto per l’efficientamento energetico, l’installazione di impianti fotovoltaici e l’adeguamento sismico dell’edificio affidando gli interventi a un consorzio con sede in provincia di Ragusa e, al termine dei lavori, ha inviato all’Agenzia delle Entrate un’istanza per il riconoscimento di crediti d’imposta per circa 15 milioni di euro, ottenendo agevolazioni per "soli" 10 milioni.
Le indagini hanno successivamente accertato anche che i crediti fiscali, generati in modo illecito, sono stati ceduti al consorzio che aveva eseguito i lavori. Quest’ultimo, a sua volta, li ha trasferiti monetizzandoli a una società multinazionale del settore energetico, risultata completamente estranea alla frode.
In conclusione, spiega la Guardia di Finanza, «l'espediente della creazione del condomio, è stato utilizzato dalla società di costruzioni per accedere a benefici economici non spettati, in quanto la legge vieta espressamente che le agevolazioni fiscali previste dal Superbonus 110% possano essere ottenute per l’esercizio di 'attività di impresà, e per ristrutturare l’intero immobile a spese dello Stato, al fine della successiva vendita degli appartamenti».
Su richiesta dei magistrati, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni, conti correnti e crediti fiscali della società di costruzioni e dei falsi acquirenti per un valore complessivo, come detto, di oltre 10 milioni di euro.
