Raid punitivi contro i migranti in Calabria, escalation di aggressioni (VIDEO)
Nelle ultime settimane, la città di Rosarno è stata scossa da una serie di violenze che hanno preso di mira gli immigrati, generando un clima di terrore e insicurezza nella comunità. A dare voce a questa difficile realtà è stato un giovane immigrato, un bracciante come molti altri che risiedono nella tendopoli di Rosarno, i quali si trovano sempre più spesso al centro di atti di aggressione.
Secondo quanto riportato dal servizio del Tgr Calabria curato da Lorenzo Gottardo, i raid violenti si verificano con crescente frequenza, di solito quando cala il sole. Gli aggressori arrivano in scooter e circondano i migranti mentre rientrano dai campi dopo una lunga giornata di lavoro. È in quel momento che scatta il pestaggio, con bastoni, calci e pugni, perpetrati senza pietà.
La testimonianza dei migranti è drammatica, intrisa di paura nel denunciare e allo stesso tempo di un desiderio di ribellione e di porre fine a questa spirale di violenza. Nonostante siano stati denunciati almeno tre casi di aggressione nell'ultimo mese, molte vittime preferiscono rimanere nell'ombra, comunicando gli episodi solo attraverso messaggi su WhatsApp per timore di ritorsioni.
Uno dei pochi coraggiosi a denunciare pubblicamente il proprio caso si è ritrovato solo nel suo tentativo di ottenere giustizia. "Bisogna che qualcuno parli con loro", dice un migrante al giornalista tramite la chat, sottolineando la necessità di un intervento deciso per porre fine a questa violenza inaudita.
Le vittime e i loro familiari raccontano di essere stati aggrediti per strada, disarmati e indifesi contro aggressori armati di bastoni. L'escalation di violenza ricorda tristemente gli eventi accaduti poco più di 15 anni fa, quando Rosarno fu teatro di scontri e tensioni che sfociarono nella ribellione del 2010, che scosse l'intera città.
