Reinfezioni da Covid-19, siamo protetti o dobbiamo stare attenti alle sorprese? Ormai la variante Omicron del virus SarsCoV2 ha soppiantato la Delta e viene riscontrata nel 100% dei nuovi contagi. Ma adesso le cose si complicano, i microbiologi clinici individuano sottogruppi, con sensibili differenze dai progenitori, per cui il rischio reinfezioni esiste per tutti. Cerchiamo di capire.

L'andamento
La prima versione della Omicron, la BA.1, sta arretrando per l'incalzare del sottogruppo BA.1.1, presente per il 36%, mentre la BA.2 è al 5%, ma destinata a crescere perché più diffusiva. Una terza sottovariante, BA.3, è al momento molto poco presente e non è detto che riesce ad affermarsi sulle altre che l'hanno preceduta. Si fa fatica a capire quale sia l'indice di protezione acquisita, in qualche modo succede qualcosa di simile all'influenza, che si ripresenta ogni anno con una nuova livrea, inoltre esiste una suscettibilità individuale, per cui esistono individui refrattari, altri meno coriacei che più facilmente ricascano nella sindrome da coronavirus, anche se hanno già passato la malattia nei mesi precedenti o hanno ricevuto il vaccino.

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