Imprenditore ucciso nel Crotonese, il nipote 16enne confessa: "Sono stato io"
Ha confessato di essere lui l'uomo che ha ammazzato ieri a Isola Capo Rizzuto, in località "Capo Bianco", a colpi d'arma da fuoco Giuseppe Caterisano, classe 1952, colpito al capo, davanti alla sua abitazione, da alcuni colpi di pistola calibro 9. Un giovane di 16 anni, nipote della vittima, è stato arrestato dai carabinieri di Isola Capo Rizzuto.
Il fermo nella notte. Già nella notte il giovane era stato sottoposto dai militari dell'Arma al test dello Stub per verificare, attraverso accertamenti tecnico scientifici, se vi fossero su di lui tracce di residui di sparo. Da quel momento il ragazzo è rimasto in caserma e sentito con le garanzie difensive fino a quando, poco prima delle 7 di questa mattina, ha prima fatto ritrovare la presumibile arma del delitto, una pistola automatica calibro 9, clandestina priva di matricola, e successivamente ha fornito una confessione su quanto accaduto. I carabinieri sono ancora al lavoro per ricostruire ogni momento della giornata di ieri culminata con l'omicidio di Giuseppe Caterisano e determinare con certezza le cause dell'omicidio che, al momento, sembrano essere riconducibili a dissidi maturati in ambito famigliare. Il ragazzo è stato portato nel centro di prima accoglienza per minorenni di Catanzaro. I carabinieri stanno ancora indagando per ricostruire ogni momento della giornata di ieri della vittima e dell'autore del delitto e determinare con certezza le cause dell'omicidio.
Il movente. Al momento, secondo quanto emerso dalle indagini condotte finora, il movente sarebbe riconducibile a dissidi di natura economica maturati in ambito familiare. Tra la vittima ed i suoi fratelli, infatti, vi sarebbero stati frequenti discussioni, che andavano avanti da almeno 7 anni.
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