Vibo Valentia, il grido d’allarme dei cittadini: «Città invivibile e ostile verso i più fragili»
Tra barriere architettoniche e caos parcheggi esplode la rabbia. L’appello alle istituzioni: «Basta silenzio, servono controlli rigorosi per garantire il diritto alla mobilità»
Non è solo una questione di buche o asfalto degradato, ma di una vera e propria crisi di civiltà che rende Vibo Valentia una città «invivibile» per chiunque non si sposti su una vettura. Lo sfogo, rimbalzato con forza sui principali gruppi social cittadini, descrive un contesto urbano trasformato in una corsa a ostacoli quotidiana, dove a pagare il prezzo più alto sono le persone fragili.
Il quadro delineato dai residenti è impietoso e tocca diversi punti critici della gestione urbana: marciapiedi fuori misura, dossi inutili e una manutenzione carente che rende ogni spostamento un rischio per la sicurezza, abitudine selvaggia dei "doppi e tripli parcheggi", che strozza la viabilità e ignora sistematicamente gli stalli riservati ai disabili. Inoltre, attraversare sulle strisce pedonali viene descritto non come un diritto, ma come una rischiosa «concessione» fatta da automobilisti spesso prepotenti.
Oltre alle carenze infrastrutturali, a preoccupare è il clima umano. Secondo le testimonianze, la tensione tra pedoni e automobilisti è ai massimi storici, alimentata da una percepita mancanza di rispetto per le regole basilari della convivenza. «A Vibo tutto stagna», lamentano i cittadini, sottolineando come, nonostante le ripetute proteste e le denunce giornalistiche, la situazione sembri bloccata in un eterno immobilismo.
L'accusa più pesante è rivolta direttamente a chi dovrebbe vigilare:. La domanda che agita la comunità è semplice: perché, nonostante la visibilità di questi fenomeni, non si interviene con fermezza per sanzionare chi occupa abusivamente gli spazi riservati ai soggetti fragili?
La segnalazione si chiude con una richiesta di presenza e azione, per evitare che lo sconforto si trasformi in rassegnazione definitiva. Resta da capire se le istituzioni raccoglieranno questa provocazione o se il grido dei cittadini resterà ancora una volta inascoltato tra le pieghe della burocrazia e dell'indifferenza.
