di VINCENZO VARONE

Caro Gesù Bambino,

tra poche ore come da rituale tutti noi saremo buoni e caritatevoli, pacifici e altruisti (politici della vecchia guardia e del nuovo corso, burocrati, magistrati, operai, giornalisti, presbiteri, commercianti, sindaci, sindacalisti, commissari prefettizi e impiegati di concetto), tutti convinti di poterci fare perdonare in un colpo solo nella notte santa i peccati di un’annata con il solito e collaudato cerimoniale delle buone intenzioni e del solito fioretto che dura però solo lo spazio di un una sola giornata e quando va bene anche il giorno successivo, dedicato a Santo Stefano, convinti di poter gabbare gli altri e finanche noi stessi su quello che abbiamo combinato.

Tu sai bene Gesù Bambino, avendone viste di cotte e di crude, che spesso le buone intenzioni sono interessate e che in tanti dopo aver celebrato la tua nascita pregando, inginocchiandosi e promettendoti mari e monti, hanno da sempre il maledetto vizio di tirare l’acqua solo ed esclusivamente verso il proprio mulino. Così come sai altrettanto bene che qui la gente è ormai povera in canna - come lo sei stato tu - tant'è che in tanti si vedono, giorno dopo giorno, costretti a tirare la cinghia dei pantaloni e che altri ancora questo Natale la famosa cinghia non potranno neppure tirarla perché a furia di riempirla di buchi si è consumata davvero n di brutto.


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Inoltre, tu sei perfettamente a conoscenza, che ormai ovunque in questa nostra regione che è la Calabria - partendo dai confini con la Basilica fino allo stretto di Messina, passando per Vibo Valentia , una volta “giardino sul mare” - si naviga senza meta e che l’approssimazione e l’interesse di parte regnano sovrani sia nelle stanze di chi governa che in quelle di chi aspira a governare, perché altrimenti non ci saremmo potuti ritrovare in questo stato così pietoso. Così come sai altrettanto bene che qui la ‘ndrangheta e i poteri forti, collusi con i malandrini, che spesso si nascondono e si confondono nelle stanze ovattate dei potere, continuano a fare il bello e il cattivo tempo.

Noi per porre un freno a questo andazzo poco edificante confidiamo in te caro Gesù Bambino. Sei con noi da sempre. Ci proteggi quando lo sgomento ci assale. Ci aiuti con discrezione lungo il nostro cammino. Aiutaci, quindi, in questo momento a ritrovare la giusta via. Ne abbiamo urgente bisogno. E se puoi liberaci anche, dai luoghi comuni, dal pregiudizio ricorrente, dai governanti ingordi di potere e dai loro sottocoda a loro volta ingordi di prebende. Fallo per i calabresi onesti e puliti che sono la stragrande maggioranza.

Un’ultima preghiera e poi ti lasciamo ai tuoi amati pastori che nella loro umiltà sono stati tra i primi a capire e a dare un senso vero alla loro vita. Caro Gesù Bambino nella notte santa, che ci ha consegnato a futura memoria con la tua nascita in una mangiatoia, facci riscoprire chi veramente siamo - ovvero piccoli uomini pieni di dubbi, sferzati dal vento e piegati dal dolore improvviso e inaspettato - perché forse, presi come siamo dalle nostre frette, dalle nostre incomprensibili voglie di scalare le vette, di sembrare costantemente importanti e impegnati sul lavoro e nella vita di tutti i giorni, di essere immuni da errori e di voler sempre avere l’ultima parola su tutto e su tutti, l’abbiamo colpevolmente dimenticato. Buon Natale.