Danneggiato il portone di ingresso e rotto i lucchetti. La condanna del sindaco: "Atto incivile che offende l'intera comunità"

Ignoti hanno danneggiato la notte scorsa il portone d'ingresso e rotto i lucchetti dell'ex campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, nel Cosentino, che oggi ospita un museo della memoria. Lo ha reso noto il sindaco, Roberto Ameruso, nel corso della cerimonia della festa della Liberazione, presente il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ed altre autorita'. Il primo cittadino ha espresso ferma condanna per "questo atto incivile che offende l'intera comunita'". Sul fatto indagano i carabinieri.


Reazioni. Su quanto successo la parlamentare Stefania Covello, responsabile nazionale del Mezzogiorno e dei Fondi europei del Pd, annuncia una interrogazione. "Siamo profondamente sconcertati - afferma - per quello che e' successo la notte scorsa al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, luogo della memoria di ieri ma anche di oggi. Bisogna accertare le responsabilita' e capire chi sono i vandali che hanno oltraggiato quel posto cosi' pregno di significato e proprio nel giorno delle celebrazioni per la liberazione dal nazifascismo. Domani stesso presentero' un'interrogazione al ministro Minniti perche' il Governo possa andare fino in fondo".

Trovare e punire gli autori. "Gli atti vandalici della notte scorsa nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia e al Museo della Memoria sono un episodio deplorevole. Auspico che vengano identificati i colpevoli a cui sia inflitta una pena esemplare". A dirlo e' Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato calabrese di Alternativa popolare. "Episodi come questo - aggiunge - dimostrano l'importanza di celebrare giornate come quella del 25 aprile e della memoria dell'olocausto ebraico. Dobbiamo tener vivo il ricordo degli errori per non commetterli mai piu'"