Il sottosegretario calabrese con delega ai Servizi segreti promosso all'Interno. Sostituirà Angelino Alfano destinato agli Esteri. Restano nell'esecutivo Madia e Martina 

Il governo Gentiloni  prende forma. E Marco Minniti è il nuovo ministro dell'Interno. L'ormai ex sottosegretario con delega ai Servizi Segreti passa dunque al Viminale dove va a ricoprire la poltrona che fu di Angelino Alfano destinato alla Farnesina. Il giuramento dei nuovi ministri del Governo avrà luogo alle 20 di questa sera.  Confermata Marianna Madia che diventa ministro per la Semplificazione. Claudio De Vincenti è destinato alla poltrona per la Coesione sociale ed il Mezzogiorno. Luca Lotti va allo Sport. Andrea Orlando confermato alla Giustizia. Come Padoan all'Economia, Franceschini alla Cultura, Lorenzin alla Salute, Calenda allo Sviluppo Economico, Poletti al Lavoro e Pinotti alla Difesa. Galletti resta all'Ambiente. Martina è ancora ministro delle Politiche Agricole a dispetto delle previsioni. Delrio rimane ancora sulla sua poltrona alle Infrastrutture. Enrico Costa va agli Affari regionali. Cambia il ministro dell'Istruzione: non più la Giannini che paga la contestatissima "Buona scuola", ma Valeria Fedeli. Sottosegretario al Consiglio dei Ministri sarà Maria Elena Boschi che certo non esce di scena come preannunciato. Anna Finocchiaro va ai Rapporti con il Parlamento.

La carriera. Domenico Minniti detto Marco nasce a Reggio Calabria il 6 giugno 1956. Laureato in filosofia, inizia la carriera politica nella sua terra d'origine: nel '92 diventa segretario del Pds calabrese, incarico che lascia due anni piu'' tardi quando entra a far parte della segreteria nazionale. E con la nascita dei Democratici di sinistra, nel febbraio del 1998, assume l'incarico di segretario organizzativo. Sposato, due figlie, la prima esperienza a palazzo Chigi risale al '98 quando, non ancora parlamentare, viene scelto da D'Alema (al quale lo lega una soldia amicizia) come sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, incarico confermato anche con il D'Alema II (con in piu' la delega all'intelligence). Coordinatore del Comitato interministeriale per la ricostruzione dei Balcani nei giorni della crisi del Kosovo, con il secondo governo Amato siede sulla poltrona di sottosegretario alla Difesa. Eletto per la prima volta deputato nazionale nel 2001 tra le fila dei Ds, viene rieletto cinque anni piu'' tardi come capolista dell'Ulivo, diventando viceministro dell'Interno nel secondo governo Prodi: periodo in cui ha modo, tra l'altro, di occuparsi anche dei problemi dell'immigrazione. Avvicinatosi progressivamente alle posizioni di Valter Veltroni, che lo sceglie come responsabile sicurezza della segreteria nazionale del partito, viene confermato deputato nel 2008 e per nove mesi e' ministro dell'Interno nel governo ombra del Partito democratico. Presidente nazionale del Forum sicurezza del Pd, nel dicembre 2009 da' vita con Francesco Cossiga alla fondazione Icsa (Intelligence culture and strategic analysis), un centro di analisi ed elaborazione dei temi della sicurezza e dell'intelligence che dedica grande attenzione, tra l'altro, al fenomeno del terrorismo internazionale di matrice jihadista. Nell'estate 2012 Bersani lo vuole come responsabile per la verifica dell'attuazione del programma del governo Monti. Alle politiche del 2013 Minniti si candida e viene eletto al Senato come capolista del Pd in Calabria: il 17 maggio viene nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Letta con delega ai servizi segreti. Incarico che gli viene confermato nel governo Renzi il 28 febbraio 2014.