Oltre 20 chili di droga in un garage del Vibonese, il giudice libera uno dei due arrestati
Si tratta del 19enne Francesco Contartese De Luca di Rombiolo, arrestato insieme al padre dalla polizia nello scorso mese di novembre in seguito ad una perquisizione domiciliare
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, accogliendo le argomentazioni proposte dall’ avvocato Francesco Capria, ha disposto la scarcerazione di Francesco Contartese De Luca, 19 anni di Rombiolo.
L'arresto. La vicenda traeva origine da una perquisizione effettuata dalla polizia di Stato di Vibo Valentia nella quale veniva rinvenuta, in una pertinenza in uso al nucleo familiare di Giuseppe Contartese De Luca, 49 anni, padre di Francesco, 21,5 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana suddivisa in quattro involucri, per un valore complessivo di duecento mila euro. Nel corso della perquisizione venivano rinvenuti due ulteriori involucri contenenti la stessa sostanza stupefacente, di cui uno all’ interno della tasca posteriore dei pantaloni indossati da Francesco Contartese De Luca, e un’ altra “bustina” di marijuana all’ interno del bagno dell’abitazione. All’ esito del controllo i due soggetti venivano dichiarati in arresto e all’udienza di convalida il gip del Tribunale di Vibo Valentia applicava, così come richiesta dall’ufficio di Procura, la misura cautelare della detenzione in carcere per entrambi i soggetti.
Il ricorso. Il difensore di fiducia, l'avvocato Francesco Capria, impugnava l’ordinanza di custodia cautelare innanzi al Tribunale del Riesame di Catanzaro, il quale, accogliendo, per la posizione di Francesco Contartese De Luca, le argomentazioni difensive disponeva la rimessione in libertà, applicando il solo obbligo di dimora nel comune di residenza. L'avvocato Capria ha sostenuto in una dettagliata ricostruzione di quanto accaduto "la completa estraneità del proprio assistito con riferimento ai 21,5 kg di marijuana, in quanto non era possibile dimostrare la consapevolezza, da parte di Francesco Contartese De Luca, che in quella pertinenza, di cui comunque il soggetto aveva la disponibilità, vi si trovasse lo stupefacente". Per il difensore la circostanza che fossero stati trovati nei pantaloni di Contartese De Luca Francesco alcuni grammi della stessa sostanza stupefacente rinvenuta nella pertinenza dell’ abitazione "non era idonea a dimostrare il coinvolgimento nella detenzione di quest’ultima".
