'Ndrangheta nel Vibonese: revocati i domiciliari a imputato (NOME)
La Corte di Appello di Catanzaro, Prima Sezione Penale, ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Mario Artusa, nato a Vibo Valentia l’11 ottobre 1966. L’ordinanza sostituisce la precedente misura con l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria.
Artusa era stato condannato dal Tribunale di Vibo Valentia nell’ambito del processo "Rinascita Scott" a 21 anni di reclusione per associazione mafiosa, in qualità di partecipe, e per diversi episodi di estorsione e turbata libertà degli incanti. Nello specifico, la sentenza di primo grado ha riconosciuto la sua responsabilità nei seguenti capi d'imputazione: associazione mafiosa (Capo A), estorsione ai danni di Lopez Royo (Capo L), tentata estorsione ai danni di De Riso (Capo W), estorsione ai danni di Miceli (Capo Z), turbata libertà degli incanti (Capi D1 ed F1) ed estorsione ai danni di Mondella (Capo G1).
La difesa di Artusa è affidata agli avvocati Diego Brancia e Vincenzo Nico D’Ascola, che hanno ottenuto la modifica della misura cautelare in attesa del giudizio d’appello. La decisione della Corte rappresenta un primo passo verso una possibile revisione della sentenza di primo grado, in un processo che continua a catalizzare l’attenzione dell'opinione pubblica.
