Politiche 2018, il Pd definisce le liste tra mugugni e rinunce in extremis
In dirittura d'arrivo l'uscente Stefania Covello si sposta in Campania e vengono candidate le ex sindache Elisabetta Tripodi e Anna Maria Cardamone
Entrano le ex sindache di Rosarno Elisabetta Tripodi e Decollatura Anna Maria Cardamone assieme al leader regionale dei Giovani Democratici, all’uscente Sebastiano Barbanti, che correrà al proporzionale Senato, e all’ex consigliere comunale di Lamezia Terme, Aquila Villella; escono l’uscente Stefania Covello, che sarà candidata in Campania, e il consigliere regionale Giuseppe Aieta. Sono queste le novità principali contenute nelle liste dei candidati alle elezioni politiche del 4 marzo prossimo pubblicate nella notte sul sito nazionale del Partito democratico.
Alla Camera. Confermate le candidature al listino proporzionale Calabria 1 (Cosenza-Crotone) per gli uscenti Enza Bruno Bossio e Nicodemo Oliverio, resta la novità Maria Pia Funaro mentre si affaccia la new entry Mario Valente (Gd); per il Calabria 2 (Catanzaro-Vibo-Reggio) restano in corsa il vice presidente della Giunta regionale Antonio Viscomi, il ministro Marianna Madia, il sindaco di Soverato Ernesto Alecci e Giulia Veltri. I candidati ai collegi uninominali per la Camera sono Luigi Incarnato (Castrovillari), Fernando Aiello (Corigliano Calabro), Giacomo Mancini (Cosenza), Antonio Viscomi (Catanzaro), Nicodemo Oliverio (Crotone), Brunello Censore (Vibo), Elisabetta Tripodi (Gioia Tauro) e Nico D’Ascola (Reggio). Per l’uninominale Senato il consigliere Antonio Scalzo dal collegio di Catanzaro passa a quello di Crotone, Sonia Ferrari (Cosenza), Aquila Villella (Catanzaro) e Ottavio Amaro (Reggio).
Al Senato. Al proporzionale Senato in lizza l’uscente Ernesto Magorno, l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta spostata dall’uninominale Camera di Gioia Tauro, l’uscente Sebastiano Barbanti e Anna Maria Cardamone.
Mugugni e polemiche. Neanche il tempo di presentare le candidature ed in casa del Partito democratico è già scoppiata la polemica con le minoranze in fibrillazione e il segretario regionale Magorno sul banco degli imputati. "La scelta dei candidati del Partito democratico per i collegi uninominali e plurinominali di Camera e Senato in Calabria rappresenta una delle pagine più buie della già travagliata storia della nostra comunità politica". Lo afferma, in una nota, l’area che si riconosce nelle posizioni del governatore della Puglia Michele Emiliano, Fronte democratico. "Il responsabile del triste epilogo finale - scrivono - è il segretario regionale Magorno, inadeguato e grigio dirigente che ha ridotto il nostro partito regionale nella terra di nessuno tra commissariamenti illegittimi e di comodo, direzioni deserte, senza una linea politica, lontano dai territori a esclusivo consolidamento di posizioni personali per sé e per i suoi fedelissimi. La mortificazione costante del dibattito interno e del pluralismo delle posizioni è stata l'unica strada percorsa in questi anni da questa scellerata guida, incapace come anche in questa vicenda di ascoltare il corpo vivo del partito quello dei militanti. Un partito in Calabria allo sbando, incapace di connettersi sentimentalmente con la sua gente, incapace di essere da pungolo costruttivo dell'amministrazione regionale che ha mostrato talvolta la sua insufficienza in termine di programmazione e efficienza".
