"Come Cgil, da tempo rivendichiamo con forza il diritto alle cure e ad una sanità efficiente, denunciando il grave stato di crisi della sanità regionale e territoriale". Lo scrivono in una nota Franco Grillo e Luciano Contartese della segreteria Fp Cgil di Catanzaro, Crotone e Vibo. "Come lo è stato, in particolare, per Vibo Valentia, provincia in cui, di pari passo al crescente disagio lavorativo di tutto il personale sanitario, in grave carenza di organico ma anche per via delle violazioni dei loro diritti e istituti contrattuali, abbiamo manifestato per i servizi carenti e insufficienti, per la diminuzione dell'offerta dei servizi ospedalieri e territoriali, e per i presidi fatiscenti che non offrono adeguata sicurezza. Proprio qui, in questa provincia, il diritto alla salute è stato ed è fortemente compromesso".
"E parallelamente a ciò, si è mossa anche la nostra fondata preoccupazione circa i tempi e di modi per la costruzione del nuovo ospedale, opera da sempre ritenuta necessaria e fondamentale, ma per la quale si aspetta ormai dal lontano 2004, la sua realizzazione.  Apprendere che alla Regione Calabria è stato notificato il provvedimento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia di dissequestro dell'area a vincolo archeologico, sulla quale ricadono parte dei lavori in fase esecuzione, soggetta a provvedimento inibitorio nel mese di maggio 2019, e per noi una buona notizia. Ma non basta a rassicurarci, né tanto meno a cancellare lo scetticismo che si genera pensando a questa eterna incompiuta costruzione. Sin dalla posa della prima pietra, la storia del nuovo ospedale si è sempre contraddistinta per incertezza sui tempi ed intoppi burocratici di ogni tipo, oltre al sistematico rimbalzo delle responsabilità tra i soggetti coinvolti e responsabili dell'opera. Per queste ragioni, e visto che il dissequestro di uno dei cantieri per le opere complementari è avvenuto, chiediamo al Prefetto di Vibo Valentia di mantenere fede all'impegno da lui preso nel novembre dello scorso anno con la riapertura del tavolo permanente, convocando una nuova riunione che a questo punto possa stabilire un reale e serio cronoprogramma a cui attenersi fedelmente, per ridare nuovamente dignità ai tanti cittadini vibonesi ed operatori sanitari, oltre che ristabilire in questo territorio il diritto" inalienabile alla salute".