È stato assolto perché il fatto non sussiste il dottor Bernardo Abenavoli, medico del Pronto Soccorso di Locri (oggi in servizio a Melito Porto Salvo), al termine di un processo durato quasi cinque anni. Il Tribunale di Locri ha riconosciuto la sua totale estraneità alle accuse di omicidio colposo e di vari episodi di falso legati alla morte del signor C.F., avvenuta il 20 aprile 2020.

L’assoluzione con formula piena chiude un lungo calvario giudiziario per il medico calabrese, che si era visto imputato per gravi reati connessi alla sua attività professionale.

A darne notizia è il suo legale, l’avvocato Aurelio Leuzzi, del foro di Reggio Calabria, che ha commentato così la sentenza: «Il dottore Bernardo Abenavoli era del tutto estraneo alle ipotesi di reato che gli sono state contestate e lo abbiamo dimostrato. L’assoluzione con formula piena soddisfa pienamente la nostra difesa. Ma resta il dolore umano e la necessità di una maggiore attenzione da parte degli Uffici della Procura nella valutazione delle notizie di reato in materia, perché si rischia che sulle scrivanie dei medici ospedalieri ci siano più procedimenti penali che cartelle cliniche».

Una vicenda complessa: il processo e le accuse

Il processo a carico del dottor Abenavoli era nato dopo la morte del paziente C.F. il 20 aprile 2020, in piena emergenza pandemica. All’epoca il medico prestava servizio al Pronto Soccorso di Locri.

Le contestazioni riguardavano presunti errori professionali configurati come omicidio colposo e presunti atti di falso. Accuse che il Tribunale ha ritenuto del tutto infondate, al punto da emettere la formula più ampia di assoluzione: «perché il fatto non sussiste».

La soddisfazione della difesa e un appello alla Procura

L’avvocato Leuzzi ha espresso soddisfazione per l’esito del processo, sottolineando la piena estraneità del proprio assistito. Al tempo stesso, però, ha evidenziato il costo umano di un procedimento penale per un medico: anni di ansia, reputazione compromessa, difficoltà professionali.

«Serve maggiore attenzione nella valutazione delle notizie di reato, per evitare che i medici vengano sottoposti a procedimenti lunghi e dolorosi senza un fondamento solido», ha dichiarato.