Rifiuti a Vibo: ditta aggiudicataria finisce in inchieste antimafia
La Dda di Reggio Calabria indica la Ased al centro di un sistema di gestione degli appalti pubblici in cui sarebbe entrata da tempo pure la 'ndrangheta attraverso propri esponenti
di GIUSEPPE BAGLIVO
C'è anche l'Ased, “Azienda servizi Ecologici e Diversi” che si è aggiudicata in estate la manifestazione di interesse per la raccolta dei rifiuti a Vibo Valentia, in quello quello che gli inquirenti definiscono come un sistema di gestione degli appalti pubblici nell'ambito dell'inchiesta antimafia denominata “Morsa sugli appalti pubblici” scattata contro le infiltrazioni mafiose negli appalti ad opera dei clan Commisso di Siderno e Aquino di Marina di Gioiosa Jonica. Nell'ordinanza di tale operazione, firmata dal gip distrettuale di Reggio Calabria, Olga Tarzia, a svelare tali intrecci è in particolare un'intercettazione ambientale del 29 luglio 2009 intercorsa fra Salvatore Aiello, 52 anni, di Pellaro, ed il boss di Siderno Peppe Commisso, alias “U Mastru”, ritenuto personaggio di vertice pure della c.d. “Provincia”, la struttura di 'ndrangheta che domina il Reggino. Luogo dell'intercettazione è ancora una volta la lavanderia “Ape Green” di Siderno di proprietà di Giuseppe Commisso, ubicata in un centro commerciale. Si tratta della medesima lavanderia finita al centro della storica inchiesta “Crimine” del luglio 2010 e che il 22 gennaio scorso è di nuovo balzata agli onori delle cronache poiché in tale locale commerciale venivano pianificate pure le strategie operative del clan Commisso in materia di narcotraffico internazionale. Secondo gli inquirenti ed il gip, in tale conversazione captata dalle microspie “si registra la posizione del "Mastro", Giuseppe Commisso, possibilista in ordine alla possibilità che il gruppo rappresentato dall'Aiello - il quale in Calabria gode di una sorta di monopolio insieme all'Ased srl di Melito Porto Salvo di cui è amministratore unico Azzarà Rosario- si aggiudichi la gara. L'argomento trattato, l'appalto o i sub appalti dei lavori a ditte prescelte sulla base di una logica determinata e basata su una logica spartitoria mafiosa consente al Commisso - evidenziano ancora gli inquirenti e il gip - di esprimere il suo biasimo nei confronti di una ditta di Crotone che, a suo dire, non aveva portato a termine i lavori presi in appalto approfittando proprio delle amicizie degli stessi Commisso”.

Così la polizia giudiziaria riassume l'intercettazione in cui si parla anche della ditta Ased. “Commisso rassicura gli interlocutori sul buon esito del suo intervento: “Volete vincere la gara? ...voi vincerete la gara, non vi preoccupate…”. Tuttavia, senza neppure farlo terminare, Salvatore Aiello “lo incalza pregandolo di agire comunque con celerità, giacché la questione riguarderebbe anche i suoi due “cugini” presenti: “Anche in fase di gara, di preliminare, perché come gli dicevo ai miei cugini qua di prima, quindi noi quando veniamo dobbiamo stare bene e tutto quanto…”. Poi, come preso da un improvviso stato d’inquietudine per gli illeciti progetti – rimarcano gli investigatori - cerca conforto nelle parole di Commisso: “Si è fatto 7 anni di galera per una ambasciata, non è …”. Giuseppe Commisso rassicura quindi Salvatore Aiello dicendogli: “Quando voi farete la gara e stop, lecitamente… è giusto? ...ma è ufficiale la gara, è giusto, no?”. Aiello chiarisce a questo punto che si tratterà di una gara pubblica: “…dovrebbe essere tra poco… Siderno, Locri…”, spiegando come, in Calabria, il suo gruppo godrebbe di una sorta di monopolio su quel genere di lavori: “Noi… noi a Reggio siamo tutti noi, noialtri fino… fino a Rosarno siamo noialtri, da Rosarno fino a Roccaforte a Scilla siamo noi…”. Più oltre indica anche il nome della società con cui si candiderà a quel concorso: “La nostra ditta si chiama Fata Morgana s.p.a.”, aggiungendo, “… e siamo insieme all’Ased di Melito Porto Salvo… con Saro Azzarà”.
Gli inquirenti ed il gip Olga Tarzia riportano quindi nell'ordinanza che “Saro Azzarà” si identifica in :“Rosario Azzarà nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 14 ottobre 1945. Dal 1 marzo 2008 costui è amministratore unico, a tempo indeterminato, della società a responsabilità limitata “Ased-Azienda Servizi Ecologici e Diversi” con sede a Melito Porto Salvo. La ditta è autorizzata a operare nel settore della raccolta e della gestione dei rifiuti e nella progettazione, costruzione e gestione degli impianti necessari allo svolgimento di quelle attività. Rosario Azzarà – riportano gli inquirenti – è pregiudicato ed è anche titolare di una tabaccheria-ricevitoria a Melito Porto Salvo”. Lo stesso non risulta comunque indagato nell'inchiesta in questione.

Intervistato sull'argomento dell'avvicendamento fra le due ditte adette alla raccolta dei rifiuti a Vibo Valentia (la “Progettambiente e la Ased) il sindaco Elio Costa ai microfoni di La C news 24 ha spiegato che al suo arrivo in Comune nel giugno scorso ha registrato “gravi conflittualità tra i dirigenti comunali e la ProgettAmbiente, società che gestiva prima il servizio di nettezza urbana, in quanto non era ancora stata avviata la raccolta differenziata. La stessa azienda, in seguito, non ha mai presentato un progetto nonostante la successiva individuazione degli eco-centri comunali. Mi sono quindi trovato - ha spiegato Costa - a gestire una situazione in cui la città era praticamente sprovvista di un servizio adeguato e così ho proceduto ad una prima ordinanza contingibile e urgente e, poi, alla manifestazione d’interesse che si è aggiudicata l’Ased. Ora si inizierà con la differenziata nel mese di febbraio, ma la città è certamente più pulita di quanto non lo fosse in precedenza”.
Più pulita la città, forse. Resta da capire quanto ed in che misura lo sia pure la ditta che si è aggiudicata la manifestazione di interesse. Ma su questo è già all'opera la Dda di Reggio Calabria. Dal settembre scorso, Salvatore Aiello – protagonista dell'intercettazione del 2009 con Giuseppe Commisso – è infatti passato fra le fila dei collaboratori di giustizia e sta illustrando il sistema che governava e governa gli appalti per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti in Calabria e fuori regione. Quel sistema che la politica, probabilmente, non è stato sinora in grado di vedere.
