Un libro di Fede che illumina e ristora e che cerca il Cielo, attraverso la forza dirompente della poesia e della scrittura. Di quelle scrittura che si interroga, che sa scavare nelle notti fatte di lunghi pensieri nelle pieghe dell’umana esistenza. Di quella scrittura che sa vedere oltre il buio pesto della notte inquieta e del meriggio paludoso. Oltre la solitudine del nostro tempo. Oltre le nebbia che spesso scende improvvisa e malandrina nel cuore dell’uomo smarrito. Ci offre questo l’opera poetica “Io credo” (marchio “Libritalia”) di Domenico Nardo, avvocato, docente, scrittore e conduttore radiofonico a Radio Onda Verde, già autore di altre apprezzate pubblicazioni, che fanno già parte a pieno titolo del patrimonio culturale Italiano. Una scrittura quella di Nardo che scorre veloce e in cui si coglie la pienezza di un linguaggio in cui con delicatezza innata e intensa profondità d’animo Dio figura al primo posto, con la consapevolezza che nel “cammino spirituale” di ognuno di noi non bisogna avere fretta di arrivare, ma solo sperare e pregare”. Ed ancora che “non spetta a noi giudicare, né il tempo a determinare”, in quanto il “nostro compito” è quello di “cooperare per farci salvare”. Parole di potenza antica quelle di Nardo che dopo anni di “buio nell’anima”, di ricerca e di sofferenza interiore, all’improvviso girovagando trovandosi difronte alla statua di padre Pio, posta nello spazio antistante la chiesa S. Ruba in San Gregorio d’Ippona, ha incominciato a vedere la luce e a ritrovare la Via.

L’opera in questione è, pertanto, il frutto del cammino di Domenico Nardo, con parole che sanno cogliere l’attimo e lo spirito del viandante che cerca e attraverso le quali come scrive nella prefazione del volume monsignor Filippo Ramondino c’è anche “l’incessante ricerca della verità”, con l’annotazione che la ”poesia di Domenico Nardo ci conduce ad un pensamento più alto e più profondo, ad un confronto con il mistero della fede, ad un incontro con Cristo, alfa e omega del nostro linguaggio”. Il libro - che si presente con una elegante veste grafica - è anche arricchito da una serie disegni di notevole valore artistico di Chiara Pietropaolo e a pagina 39 di Domenico Settimio. Ed oltre alla prefazione curata da monsignor Filippo Ramondino figura anche una presentazione dell’opera di monsignor Giuseppe Fiorillo che accenna, tra l’altro, ai giorni bui vissuti dall’autore nel 2020 a causa del Covid. “Il virus - annota don Peppino – ha attaccato, si, il tuo corpo, ma la tu anima non ha ceduto e sei venuto fuori più fortificato… come quell’albero che, finita la tempesta, resta dritto verso l’alto, in cerca di più cielo”. Esatto “di più cielo”. Di quel pezzetto di cielo che ognuno di noi - spesso inconsciamente anche senza saperlo - cerca in ogni attimo del suo cammino sulle vie dell’umana esistenza.