Un Pd per tanti, non per pochi: Pacilè "sfida" le divisioni con il dialogo (VIDEO)
Presentata la candidatura alla segreteria di Circolo di Vibo
"Per tanti non per pochi" questo lo slogan con cui Francesco Pacilè ha voluto presentare la sua candidatura a segretario di circolo di Vibo città del Partito democratico. Insomma, in un momento in cui le tensioni e le divisioni sembrano lacerare il partito, con fuoriuscite e polemiche, dai circoli l'obiettivo è dare un segnale di cambiamento. E la chiave di volta per Pacilè – che ha tenuto una conferenza stampa insieme ai suoi compagni di "viaggio" verso i congressi Marco Miceli, Sonia Lampasi e Danilo Tucci – è il "dialogo".
La scelta. Ha, quindi, ripercorso le tappe Pacilè, spiegando i motivi che lo hanno portato negli ultimi anni ad aderire al Pd, dopo aver militato in SeL, "consapevole che fosse un momento difficile, ma anche convinto che avrei potuto portare un mio contributo in termini di idee in quello che è l'unico partito rimasto in Italia". Unico perchè "si decide insieme" e, in tal senso, non sono mancati gli strali all'indirizzo di M5S e centrodestra, oltre all'affondo "alle forze civiche che mascherano il centrodestra in città e che hanno fallito". Quindi, una parentesi sul perchè della sua candidatura e un ringraziamento a quanti "intorno a me hanno creduto di poter creare consenso e un percorso costruttivo".
Il leitmotiv. Un Pd per tanti dove il filo conduttore sono cinque punti: "unità, forte, aperto e nuovo". Da qui, intende partire Pacilè nella consapevolezza "che unito non significhi unanimità ma decidere insieme, confrontandosi, anche perchè i miei avversari non sono dentro il partito, nè a sinistra del partito", così come forte "significa pensante", mentre aperto e nuovo identificano la volontà ad avviare il confronto dentro e fuori dal Pd, "con i cittadini, le associazioni, le categorie e i sindacati, perchè il Pd – ha sottolineato - deve essere come Vibo ossia non una città dove pochi decidono per tutti e il Pd deve confrontarsi nei congressi, deve parlarsi e decidere e poi su quella strada camminare". Insomma, ripartire dal dialogo "ma non perché non c'è stato - ha spiegato - ma perché forse ne serve di più". Nessuna contrapposizione rispetto a quanto accaduto nel recente passato e alle liti interne al partito, dunque, nè riferimenti ai "fuoriusciti".
Amministrazione comunale. Non sono mancati poi i dardi infuocati all'indirizzo dell'Amministrazione Costa "La Città che vorrei solo Costa sa qual è" e in questa direzione, un ringraziamento "al gruppo consiliare che fa opposizione costruttiva".
https://youtu.be/Sf85IUNmXTk
