L'allarme della Corte dei Conti: "Corruzione aggrava crisi economica Calabria" (VIDEO)
"La magistratura contabile opera in una realtà quale è quella italiana e in modo ancora più specifico quella calabrese, contraddistinta dalla permanenza di rilevanti fattori di criticità che caratterizzano la situazione economica e che certamente influiscono su alcuni fenomeni che si riscontrano diffusamente in quest'area del Paese". È quanto si legge nella relazione del procuratore regionale facente funzioni della Corte dei Conti, Giovanni Di Pietro, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile in Calabria. "Il difficile contesto socio-economico e la diffusione di pratiche e condotte che non risultano conformi ai principi e alle norme contabili - prosegue Di Pietro - finiscono per aggravare la situazione di crisi di questo territorio regionale. Questa situazione, che trova conferma anche nelle indagini della magistratura ordinaria, richiede, nell'interesse della comunità amministrata, un impegno totale per fornire le necessarie risposte in grado di soddisfare le attese della popolazione, ovvero di coloro che operano nel rispetto della legge e delle regole e che hanno l'aspettativa di non vedere frustrata la propria azione e la propria opera". Nella relazione si evidenzia poi che "gli interventi volti ad arrestare le condotte illecite, anche grazie all'azione della magistratura contabile, possono favorire non solo la repressione di questi fenomeni, ma contestualmente dare una risposta alla parte sana della società, che, se incoraggiata e tutelata, potrà intraprendere quelle auspicate iniziative, con il sostegno indispensabile di tutte le istituzioni, in grado di favorire la crescita dell'economia legale. L'auspicio - scrive infine il procuratore contabile Di Pietro - che si esprime è quello di riuscire a svolgere la nostra azione rafforzando il coordinamento con le forze di polizia e con le altre magistrature, al fine di perseguire risultati e obiettivi che, unendo le rispettive forze, potranno essere sempre più ambiziosi".
I numeri della Corte. L'importo richiesto dalla Corte dei Conti con gli atti di citazione in materia di responsabilità nel 2019 è stato pari a 16,7 milioni. Il dato è contenuto nella relazione del procuratore regionale facente funzioni della Corte dei Conti, Giovanni Di Pietro, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile calabrese. In totale, sono state 33 le citazioni, delle quali tredici hanno visto come danneggiato lo Stato (per un importo di 3,26 milioni), 8 hanno visto danneggiata la Regione (per un importo di 3,29 milioni) e uno ha visto danneggiata l'Agenzia delle Entrate (per l'importo di 7 milioni, il più alto di tutti). In materia di fondi pubblici, le citazioni depositate - è riportato ancora nella relazione del procuratore della Corte dei Conti - sono state 10, per un importo richiesto con gli atti di citazione pari a 2,3 milioni. Di oltre 14,5 milioni, infine, è l'importo dei sequestri conservativi disposti dalla Corte dei Conti nel 2019.
Attenzione particolare per la Calabria. "La mia presenza qui indica la vicinanza della Corte dei conti a tutti i magistrati, a tutto il personale che lavora nella sezione di Catanzaro. Ovviamente per la sezione della Calabria c'è un'attenzione particolare, posso dire che siamo molto attenti a quello che avviene nell'ambito della Regione" ha dichiarato Angelo Buscema, presidente nazionale della Corte dei Conti. "Noi cerchiamo di spingere sulla semplificazione e sull'applicazione uniforme delle regole, che è il deterrente per evitare il problema delle infiltrazioni". Insomma: "Poche regole ma ben chiare e ben scritte". Ma non solo, un impegno particolare è riservato anche alla lotta agli sprechi, che sono "inaccettabili" in quanto "la comunità ha bisogno di sentirsi rassicurata sul fatto che c'è attenzione sull'impiego delle risorse pubbliche".
