Il cittadino bulgaro accusato insieme alla moglie di Palmi anche di abbandono di una minore. La bimba affidata a una casa famiglia

Nella mattinata di ieri, Zhelyazkov Zhivko Nedev è comparso davanti al gip di Palmi per l'interrogatorio di garanzia. Il cittadino bulgaro, compagno di Rosa Maria Iannino, era accompagnato dal suo avvocato Brunella Crucitti. L’uomo - accusato con la moglie di maltrattamento di minore, abbandono e compravendita di minore – ha ribadito quanto già affermato al pm Anna Pensabene il giorno in cui si è consegnato alla giustizia.

La difesa Nedev ha detto di essere convinto, fino all’esito della prova del Dna, che la bambina fosse sua. Secondo il suo racconto, avrebbe avuto un rapporto con una donna bulgara in uno dei suoi frequenti soggiorni in patria per assistere il padre ammalato e le due figli avute da un precedente matrimonio. Quella donna gli avrebbe detto che la bambina era la sua e che lei non aveva intenzione di tenerla. Per questo motivo, e per evitare che la minore fosse portata in un istituto, avrebbe deciso di prenderla lui.

Un famiglia normale Il 41enne ha spiegato al gip che non aveva idea dello stato in cui la Iannino facesse vivere la bambina di quattro anni: «Quando io ero a Palmi – ha sottolineato Nedev – eravamo una famiglia normale, uscivamo e facevamo qualche viaggio». Si sarebbe reso conto che la bimba fosse un po’ indietro nella crescita, ma credeva dipendesse dalla bambina. Nedev ha dichiarato che quando la polizia giudiziaria e l’assistente sociale, il 27 gennaio dello scorso anno, scoprirono lo stato di degrado in cui era costretta a vivere la bambina, lui si trovava in Bulgaria da circa due mesi e mezzo.

I movimenti sospetti di denaro L’uomo ha cercato di dare spiegazioni anche sui movimenti di denaro verso la Bulgaria. Per la procura di Palmi si tratterebbe della prova che Iannino e Nedev avrebbero comprato la bambina. Il 41enne ha detto al gip che quelle transazioni bancarie non erano altro che un sopporto a suo padre e alle sue figlie. La donna che compare come beneficiaria dei bonifici sarebbe la badante del padre. La prova è che quando lui si trovava in Bulgaria la Iannino indirizzava i bonifici a lui stesso. Il gip si è riservato sulla richiesta di revoca della misura cautelare dei domiciliari avanzata dall’avvocato Crucitti. La pm non si è opposta prendendo tempo per vagliare la dichiarazioni di Nedev.