Grave lutto: muore la storica che scelse la Calabria per riscrivere il Mezzogiorno (NOME e FOTO)
Si è spenta a 77 anni la celebre accademica: dai prestigiosi atenei di Harvard e Princeton all’impegno come vicesindaco di Rende, una vita tra ricerca e passione civile
Il mondo della cultura e dell'accademia è in lutto per la scomparsa di Marta Petrusewicz, storica di fama internazionale e figura centrale del panorama intellettuale calabrese. Nata a Varsavia nel 1948, la studiosa si è spenta all'età di 77 anni, lasciando un vuoto profondo in quella terra che aveva scelto come casa e oggetto di studi d'avanguardia.
La carriera della Petrusewicz è stata un esempio di eccellenza globale. Prima di diventare un pilastro dell’Università della Calabria (Unical), ha insegnato in alcuni dei templi del sapere più prestigiosi al mondo, tra cui Harvard, Princeton e la City University of New York.

Considerata una delle voci più autorevoli sulla storia del Mezzogiorno in età moderna e contemporanea, ha saputo ribaltare i pregiudizi storiografici sul Sud Italia, restituendogli una dignità scientifica e una centralità europea attraverso una ricerca rigorosa e appassionata.
Marta Petrusewicz non è stata solo una donna di libri. Il suo profondo legame con il territorio l'ha portata a ricoprire ruoli istituzionali di primo piano, servendo come assessore e vicesindaco del Comune di Rende. In questa veste, ha tradotto il suo pensiero critico in azione amministrativa, lavorando instancabilmente per la crescita civile e culturale della comunità.
Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha espresso profondo cordoglio definendola una figura straordinaria: "Con lei se ne va una grande intellettuale, ma soprattutto una donna libera, generosa e coraggiosa. Ha saputo guardare il nostro Mezzogiorno con uno sguardo lucido, restituendogli dignità storica e futuro".
