Il calendario segna il 22 febbraio, una data che per la città di Cosenza e per l’intera Calabria ha smesso di essere un giorno qualunque. È passato esattamente un anno da quella sera drammatica in cui Francesco Occhiuto, per tutti semplicemente "Chicco", ha lasciato un vuoto incolmabile, vittima di una caduta fatale che non gli ha lasciato scampo nonostante le preghiere di una comunità intera.
​Trent'anni, una carriera avviata come psicologo e una sensibilità fuori dal comune: Francesco non era solo il figlio del senatore Mario o il nipote del Governatore Roberto. Era un giovane che aveva scelto di dedicare la propria vita all'ascolto e al supporto del prossimo, conoscendo bene le fragilità dell'animo umano. Quel "viso dolce e quegli occhi profondi", citati da chi lo ha amato, sono diventati l'emblema di un ricordo che non sbiadisce, ma che anzi si fortifica attraverso il lavoro della Fondazione nata per onorare il suo nome.
​In questo primo anniversario, le parole affidate al web dai familiari restituiscono la dimensione di un legame spezzato solo fisicamente. Il fratello Giovanni ha condiviso un pensiero colmo di tenerezza: "Il senso di vuoto è lo stesso, ma anche l’amore che non morirà mai". Un sentimento a cui ha fatto eco il padre, Mario Occhiuto, che con dignità e commozione ha sottolineato come, nonostante il dolore persistente, l'amore rimanga l'unica forza capace di sopravvivere alla tragedia.
​Oggi pomeriggio, alle ore 16:30, la parrocchia di S. Maria Madre della Chiesa in viale Cosmai ha ospitto  la celebrazione eucaristica in sua memoria. È stato un momento di raccoglimento non solo per i familiari, ma per tutti quegli amici e cittadini che hanno visto in Francesco un esempio di bontà e altruismo.