"Iniziano i primi trasformismi in vista delle imminenti elezioni regionali. Acrobazie che non stupiranno un elettorato già deluso e frastornato che preferisce molte volte prendere le distanze con l'astensione, che in Calabria ha raggiunto livelli record. In Provincia di Vibo Valentia lo scorso gennaio non ha votato quasi il 59% di noi. Chiediamoci perchè". Esordisce così il "Comitato Calabria Pulita – Serre Vibonesi" in una nota che punta l'indice contro alcuni movimenti in vista delle regionali. "Intanto l'ex Sindaco di Pizzoni (negli anni 2014-2019), consigliere provinciale (2016-2018) e oggi consigliere comunale di minoranza Tiziana De Nardo, dopo la candidatura alle scorse regionali con la lista "Democratici e progressisti" nell'alveo del centrosinistra ha aderito a "Italia del meridione", formazione dell'ex consigliere regionale cosentino Orlandino Greco, posizionatosi nel centrodestra. La De Nardo, un tempo considerata vicina alle posizioni dell'ex parlamentare Bruno Censore, nel 2018 lo abbandonò - si prosegue nella nota - per entrare nell'area oliveriana, di cui Greco era esponente di primo piano in Regione".

Oggi, con Oliverio in panchina, "Orlandino Greco è tornato in un'area a sè più affine, essendo storicamente di ideali di centrodestra ma si è portato con sè un Sindaco che, invece, è sempre stato collocabile a sinistra. Su Greco un rinvio a giudizio (datato febbraio 2020) per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale e voto di scambio. Secondo l'accusa i successi elettorali di Greco a Castrolibero, paese del cosentino in cui è stato Sindaco, del 2008 e del 2013 sarebbero avvenuti grazie al sostegno elettorale ricevuto, in cambio di denaro e assunzioni, dal clan malavitoso Rango-Zingari. Non pare certo un buon biglietto da visita quello di costituire un gruppo, e una probabile candidatura regionale della De Nardo sotto l'insegna del gruppo di Greco, in una Provincia già colpita da importanti arresti per voto di scambio e reati di mafia. Dobbiamo pensare a un riscatto in positivo delle nostre zone e non ai soliti trasformismi".