Migranti: circhi e corruzione, nella 'rete' arrestato anche un reggino
Tra i soggetti destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, già destinatari di provvedimento di fermo, c'è Tommaso Fernandez, 56 anni, di Reggio Calabria, uno dei capi dell'associazione nonchè tra gli ideatori del meccanismo. Grazie al suo ruolo di direttore amministrativo del circo "Vassallo" e di consulente di molte imprese circensi per ogni aspetto burocratico, amministrativo e gestionale, aveva accumulato un'approfondita conoscenza della legislazione di settore che gli ha consentito di organizzare e dirigere le attività dell'associazione.
Sono 10 le misure emesse dal gip di Palermo nell'ambito di un vasto blitz nel mondo circense che ha portato alla luce un'associazione internazionale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nel territorio nazionale di cittadini, provenienti prevalentemente dall'India, dal Pakistan e dal Bangladesh. Contestati anche i reati di corruzione di pubblici ufficiali, falso materiale ed ideologico.
L'organizzazione, dietro pagamento di diverse migliaia di euro, ha garantito a centinaia di indiani, pakistani e bengalesi di entrare in Italia tramite la concessione di un visto d'ingresso per ragioni di lavoro, ottenuto grazie alla collaborazione di dipendenti corrotti dell'assessorato regionale delle politiche sociali e del lavoro. Sono risultati coinvolti almeno 500 soggetti stranieri per un giro d'affari di circa 7 milioni di euro. Le misure, a carico di cinque italiani e cinque stranieri, sono sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, due divieti di espatrio ed un obbligo di presentazione. Questa volta ad essere colpiti dal provvedimento sono alcuni dei vertici dell'organizzazione nei cui confronti era già stato eseguito il fermo emesso dalla Procura di Palermo per gli stessi reati.
