Il Comune di Vibo Valentia pagherà a caro prezzo anche questo breve periodo di commissariamento. A fatica si continueranno a pagare gli stipendi dei dipendenti. Ed ora anche gli uffici rischiano di finire ...deserti. Potrebbero essere numerose le scrivanie vacanti da qui a breve. Ed in vari settori. Circa 70 dipendenti andranno in pensione entro la fine del 2019. Un terzo della forza lavoro complessiva dell'ente. E il periodo di transizione, complice anche la fase di insediamento del nuovo primo citttadino, potrebbe creare ulteriori buchi nell'erogazione dei servizi già precari ai contribuenti.

A velocizzare i pensionamenti è stata anche l'approvazione della legge denominata “Quota 100” che consente ai dipendenti pubblici di essere collocati in pensione con 62 anni di anzianità e 38 di contributi versati. Una norma che permetterà di lasciare il posto di lavoro mediamente con cinque anni di anticipo rispetto a quanto accadeva con la precedente legge sulle pensioni, la famigerata Fornero. Nei giorni scorsi, sull'albo pretorio dell'Ente, sono state pubblicate le determine relative ai primi diciannove dipendenti che a cavallo tra agosto e settembre di quest'anno lasceranno il palazzo cittadino. E ben dodici di loro utilizzeranno la legge voluta dal governo gialloverde e proposta in campagna elettorale dall'attuale vicepremier Matteo Salvini. Se si calcola il trend sul totale di coloro che andranno in pensione, si comprende bene come “Quota 100” rischia di creare il caos a palazzo “Luigi Razza”.

Di conseguenza, non sarà semplice per la nuova amministrazione gestire la fase delicata dei concorsi e delle assunzioni, in un ente che, in siffatte circostanze, ha spesso fatto parlare di sé. E non solo per questioni di trasparenza, ma anche di norme e procedure non correttamente eseguite. Indubbiamente, sessanta-settanta dipendenti in meno su poco più di duecento con il secondo dissesto dietro l'angolo rischiano di comportare una nuova doccia fredda per chi dovrà gestire la cosa pubblica. E non sarà l'unico problema. Il probabile nuovo dissesto imporrà di mantenere l'Osl (l'organo straordinario di liquidazione), con i relativi costi (viaggi, vitto e alloggio compresi), ancora per molto tempo.