Ringraziano il presidente del Tribunale per l'impegno e l'attenzione nei loro confronti, denunciando "ingiustizie" 

Ha più volti il "caso" dei tirocinanti della giustizia a Vibo Valentia. Un caso nel caso, perché se in tutto erano 45 ma 16 – come avevano spiegato quanti non hanno ancora firmato la messa a disposizione – sono stati esclusi, assegnati agli uffici assimilati di Asp e Vibo, ora sono questi ultimi a voler dire la loro, e fare chiarezza. Tutti sono lavoratori ex percettori di mobilità in deroga che nel 2010 attraverso le politiche attive erano stati ammessi ai tirocini negli uffici giudiziari. Tirocini che si erano interrotti nel 2015 e per cui da due anni sono rimasti senza lavoro e reddito e ora chiedono chiarezza per essere reinseriti, considerati che i percorsi sono stati avviati in tutta la Calabria.

La lettera. Vogliono fare sapere come stanno andando "realmente i fatti" e "la chiarezza – sottolineano - considerato che si parla di giustizia, va fatta in modo chiaro, esponendo completamente i fatti reali. Siamo quei 16 tirocinanti rimasti fuori dall'assegnazione dagli uffici Giudiziari di Vibo Valentia e assegnati negli uffici assimilati Asp e Comune, pur avendo il massimo del punteggio in graduatoria regionale (34 punti) e con il massimo periodo di tirocini svolto negli uffici giudiziari". Ringraziano il presidente del Tribunale di Vibo Valentia, "il quale con i suoi collaboratori hanno fatto e stanno facendo di tutto per seguire una coerenza a far valere quei principi di valori e di credibilità alla giustizia, cercando di interloquire con la Regione Calabria e soprattutto con la Corte di Appello di Catanzaro che sono gli unici due enti a poter risolvere questa situazione che si è creata. Il nostro plauso è proprio la determinazione con cui il presidente dott. Filardo continua a credere a quella unità di noi rimasti esclusi e non alle forme di egoismo di chi entrato a far parte e con l’ausilio di conoscenze e la spinta di sindacalisti tendono a favorire solamente di diritti di chi gli interessa". Ingiustizie, quindi, quelle che denunciano.

L'iter. In questa direzione, ripercorrono le tappe e precisano che "il presidente del Tribunale ha più volte interloquito con la Regione Calabria e la Corte di Appello di Catanzaro facendo presente che gli uffici giudiziari di Vibo sono stati pregiudicati da una riduzione del 50% del personale richiesto e che non sono stati tenuti neanche in considerazione gli uffici del Giudice di pace, l’Unep dove anziché essere assegnati ad enti assimilati a non continuare il vero tirocinio presso gli uffici giudiziari, qualcuno si è inventato questa formula. Dei 330 tirocinanti assegnati al distretto di Catanzaro – spiegano ancora - ci sono attualmente parecchie rinunce e quindi la rimodulazione nell’assegnazione di chi è rimasto escluso potrebbe realmente avvenire anziché inviarci in uffici senza far niente e soprattutto non continuare quel tirocinio iniziato sin dal 2010". Tutto ciò, sottolineano, è stato possibile grazie all'impegno della "nostra ex coordinatrice che con sacrificio e enorme senso di unione ci ha rappresentato in tutti questi anni e che ancor di più a tutt’oggi si è sempre resa disponibile a una collaborazione con tutti per veder realizzato quel progetto di legalità portato avanti da lei". E ci credono ancora loro che è possibil credere ancora nella "giustizia" ed è possibile "risolvere questo problema che si è verificato e – chiosano - il presidente e la sua squadra , anche senza e come si è detto che è sprovvista di dirigente amministrativo ha fatto di tutto per risolverlo scrivendo , interloquendo con chi ha le competenze di farlo , ma che come sempre e in tutte queste cose rimane su posizioni e formalità che non certo aiutano a veder e far percepire il senso della vera giustizia".

Disponibili. Insomma diverse questioni su cui intendono fare chiarezza, così come precisano le difficoltà che l'ufficio di presidenza ha incontrato. "Anche noi siamo disponibili ad un incontro a far prevalere tutto ciò che non è stato correttamente esposto e non perché ci si sta zitti e in disparte in attesa che davvero sia data la fiducia a continuare a credere nella vera giustizia rappresentata da quei capi ufficio che non vogliono far primeggiare nessuna forma di disparità". Infine, ringraziano ancora il "presidente del tribunale e il suo staff che davvero ha sempre creduto di rappresentare la Giustizia. Il dott. Filardo ha inviato centinaia di lettere a chi di competenza facendo presente della nostra situazione ma nessuno gli ha mai risposto". Questi sono i fatti, per loro e quello che chiedono è che venga superato un ostacolo "di burocrazia".

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