Catanzaro: via i cassonetti dal centro storico, parte la raccolta differenziata
Rivoluzione rifiuti nella città capoluogo di Regione. Avviata la raccolta porta a porta con l'obiettivo di raggiungere entro un anno il 65%
È formalmente partita la prima fase d’introduzione del sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta nel capoluogo; novità che dovrebbe portare nel giro di un anno, secondo gli auspici, a superare la fatidica soglia del 65% di rifiuti differenziati in città. Durante il fine settimana sono stati compiuti gli ultimi aggiustamenti prima dell’avvio di quella che si annuncia come una vera rivoluzione copernicana, con la creazione di vari punti in città per la consegna dei kit.
Via i cassonetti. Dalle vie del centro storico sono quindi spariti i tradizionali cassonetti in cui abitualmente i cittadini conferivano i propri rifiuti. Nella notte tra sabato e domenica la Sieco, società che gestisce il servizio, ha lavorato senza sosta per permettere il completamento dell’operazione e l’avvio del nuovo sistema di raccolta. Nella prima fase saranno solo cinque i quartieri interessati: il centro storico, Santo Janni, Cava, Alli e Campagnella ma secondo le previsioni entro sei mesi si procederà a coprire l’intero territorio comunale. L’amministrazione comunale ha puntato molto su questo intervento richiamando nei giorni scorsi il Consiglio comunale e i vari consiglieri all’unità. Dopo infatti i veleni e le accuse registrate di recente a Palazzo De Nobili, il sindaco Sergio Abramo sta scommettendo su poche ma importanti iniziative avviate sotto la sua amministrazione per costruirsi il trampolino di lancio utile alla prossima ricandidatura.
Dubbi. Ma nonostante l’adesione e la partecipazione da parte della cittadinanza, non mancano le perplessità riguardo ad un sistema giudicato nella maggior parte dei casi “complicato” o “azzardato”. La signora Annamaria ad esempio ha manifestato tutti i suoi dubbi: “Adesso ho tutta la spazzatura dentro casa – ha raccontato – Sono uscita sabato sera verso mezzanotte per andare a prendere mia figlia ed ero intenzionata a buttare la spazzatura ma c’erano i camion che portavano via i cassonetti così non ho potuto farlo. Io sono d’accordo con l’introduzione del nuovo sistema ma devo dire che non lo trovo molto comodo. I contenitori sono voluminosi e non so proprio dove metterli in casa: sotto il lavello non ci stanno e poi resta il problema dell’esposizione all’esterno. È pieno di cani randagi e non ho la certezza di ritrovare il contenitore la mattina successiva. Proviamoci – dice ancora – ma secondo me la spesa sostenuta per l’acquisto dei contenitori non è stata proprio efficace”. Anche i titolari di attività commerciali non sono completamente convinti dell’operazione, un noto bar in pieno centro storico racconta di non avere ancora ricevuto il kit e si è attivato in mattinata per vederselo consegnare dal momento che non è più possibile conferire i rifiuti nei cassonetti. “Differenziare è sicuramente una buona abitudine che concorre alla salvaguardia dell’ambiente – ha assicurato Gianluca – ma lasciare i contenitori all’esterno può essere un rischio per l’igiene. Fuori sono esposti al contatto con i randagi e con i topi, riporli di nuovo nei locali in cui si svolgono attività commerciali, quali la ristorazione, non è lo trovo un ottimo sistema”. Infine la signora Antonella, che si occupa di assistenza agli anziani, riporta molte perplessità che hanno colto una fascia di popolazione che avrà a che fare suo malgrado con la raccolta differenziata: “Molti anziani – ha spiegato – sono preoccupati a causa della ridotta mobilità. Si domandano infatti come possano posizionare all’esterno dell’abitazione, la sera tardi, i contenitori; in molti dovranno certamente fare affidamento su qualcuno: parenti o assistenti sociali”.
