La liquidazione delle premialità ai dirigenti per complessivi 33mila euro fa discutere non poco ed agita la sigla sindacale

"Rivoluzione della burocrazia comunale non senza aver individuato le cause e le responsabilità di chi ha concorso al sostanziale crollo dell’apparato organizzativo e amministrativo di Palazzo “Luigi Razza. E’ stato questo - scrive il sergretario provinciale della Cisal Filippo Curtosi - uno dei passaggi più critici della campagna elettorale del sindaco Elio Costa alla vigilia del cambio di rotta negli uffici dell’Ente di Piazza Martiri d’Ungheria".

Ebbene, oggi, a distanza di un anno, "l’annunciato bilancio dell’inversione a 360 gradi della politica amministrativa  - si chiarisce  - continua a rimanere un’utopia e conferma, in tutta la sua evidenza, i limiti emersi dalla linea D’Agostino, avvertendo che il peggio è proprio dietro l’angolo. Con questo vanno a finire anche alle ortiche i proclami sul ricambio della struttura burocratica e non fanno un passo in avanti le legittime aspettative del personale tutto che non ha mai creduto nel progetto Costa ed oggi ne prende atto stancamente".

La conferma giunge dal fatto che "oggi il sindaco non vuole rischiare e non esita a privilegiare la ex dirigenza D’Agostino premiandola anche al cospetto di quanto emerso nel passato più recente che ha visto chiacchierato più di un dirigente".
Il provvedimento. "Impopolare, inopportuna, pesante: così è stata definita - attacca la Cisal - la determina n.689 del 17 giugno u.s. adottata dal dirigente responsabile del settore 1 per gli Affari Generali e i Servizi alla Persona, Michele Fratino, Segretario Generale del Comune che premia, come indennità di risultato per l’anno 2011. assurdamente, i dirigenti Adriana Teti, Filippo Nesci, Teresa Giuliani, Pasquale Scalamogna e Demetrio Beatino, gli ultimi tre nel ruolo di ex. Logica e comprensibile la silenziosa protesta di chi, ancora danneggiato, alimenta la sua delusione su chi non è capace di interpretare la professionalità e le attese di chi continua ad offrire le sue massime energie ad un Ente che non riesce a liberarsi delle sue preoccupazioni più avvilenti. O forse la creazione della Macrostruttura, che a parere del sindaco sarà il toccasana dei mali comunali, diffondendo, tra l’altro, molta insoddisfazione, ha bisogno di tempi lunghi per spiegare la sua funzione di rilancio e di miglioramento dei servizi ? E’ questo il miglior sistema di gestire un Comune in dissesto ?

Le conclusioni. "Certo sorprende, e non poco- chiosa il sindacato - il sostegno di chi ha considerato giusta l’impennata di Sindaco e Segretario generale. Resta però grave il fatto che anche quelli odierni sono evidenti segnali che mirano a dare conferma a chi assiste al lavori del Consiglio Comunale, a chi segue quelli della Giunta e delle Commissioni, che l’annunciato progetto sulla “Vibo Valentia che vorrei” resta lontano dai desideri di chi vorrebbe una riedizione della città degli anni ’70. E’ però anche evidente che alle difficoltà espresse dalla maggioranza che soffre gli effetti della sua divisione, si aggiunge lo sterile tentativo di contrasto di una opposizione che non riesce ad inventarsi una adeguata strategia per creare serie difficoltà a chi governa la cosa pubblica. La politica del territorio, e perché no, quella ai livelli più alti, può farsi carico, una volta per tutte, di capire quale terapia occorre praticare ad una ammalata che continua a soffrire il cattivo sistema di amministrare la cosa pubblica ?"